Mercogliano – Comunali 2010, a tu per tu con Filomena Cece

15 marzo 2010

Mercogliano – E’ tra le più giovani candidate al rinnovo del Consiglio comunale di Mercogliano. Filomena Cece, studentessa presso la Federico II di Napoli e candidata nella lista Patto per Mercogliano, svela le motivazioni che l’hanno portata a scendere in campo a sostegno della candidatura a sindaco di Nicola Sampietro.

Perché hai deciso di candidarti?
“Perché no? E’ da tempo che sento la necessità di poter dire e poter fare qualcosa a favore della comunità di Mercogliano che, credo, stia vivendo una delle pagine più buie della sua storia. E’ la volontà di invertire questa inerzia che mi ha convinto a scendere in campo, ad impegnarmi per i miei concittadini. Un bisogno che ho maturato col tempo e, dalla scorsa estate, ho cercato di concretizzare. Ora spero di riuscirci”.

Cosa pensi dell’attuale situazione di Mercogliano?
“L’ho detto in premessa, credo che la città non stia vivendo una fase positiva. Anzi, tutt’altro. E quanto sto riscontrando in questa campagna elettorale, parlando con la gente, ne è la prova: un diffuso malumore generato da aspettative disattese, l’involuzione socio-economica degli ultimi anni particolarmente marcata a Mercogliano e la mancanza di attenzione ai piccoli problemi giornalieri. Questioni risolvibili a ‘patto’ di un impegno attento e continuo. Un impegno che possa far uscire Mercogliano dalla litigiosità e dalle divisioni, anche interne alle stesse famiglie, in cui la città è finita a causa di una gestione poco accorta. Un’amministrazione che ha fatto diventare i suoi quartieri dei villaggi urbani. Nuclei abitati disaggregati tra loro e dal centro. Non permettendo la costituzione di un tessuto sociale unico che faccia sentire tutti i mercoglianesi concittadini, sia che risiedano a Capocastello che a viale San Modestino; sia che abitino ad Acqua delle Noci che a Torelli o a Torrette. Non ci dovranno essere più queste divisioni. Tutte le zone periferiche sono e devono diventare un’unica identità territoriale: Mercogliano. Dobbiamo lasciarci alle spalle classificazioni sulle differenti provenienze e politiche disgreganti che hanno prodotto fazioni contrapposte e non una vera collettività. Non si può programmare alcun piano di sviluppo e di crescita socio-economica se continuiamo a scomporre Mercogliano in quartieri di serie A e di serie B o ancor peggio in autonome frazioni abbandonate all’iniziativa di cittadini privi di un supporto amministrativo armonizzante. Far sì che Mercogliano diventi un’unica entità territoriale e demografica è il primo passo verso uno sviluppo possibile”.

Cinque donne in lista, una caratterizzazione importante per il “Patto”…
“Certo e non lo sarà solo in questa fase. Con l’amministrazione uscente, in giunta non c’è mai stata una sola donna. Con il Patto per Mercogliano le cose cambieranno. La squadra ci attribuirà un ruolo importante. Se avremo la fiducia dei nostri concittadini, dunque, non saremo condannate al silenzio in consiglio”.

Ma cosa farete per le donne di Mercogliano?
“Il nostro impegno va soprattutto nella direzione di sostenere le donne lavoratrici e madri attraverso l’istituzione di scuole per l’infanzia pubbliche che garantiscano un servizio anche pomeridiano. Lavoreremo alla creazione di una struttura che, sul modello del vecchio oratorio, possa diventare doposcuola e centro per attività ludiche e sportive. Sappiamo cosa vuol dire correre tra lavoro, casa, scuola e badare a tutto senza mai tirare il fiato. Noi proponiamo un sostegno concreto alla famiglia. Assolvendo anche ad un’assistenza mirata agli anziani, che spesso nella frenesia della vita moderna vivono condizioni di solitudine e abbandono, e ai ragazzi che, invece, vivono situazioni di disagio”.