Mense scolastiche: ditta diffidata ad Atripalda ma non ad Avellino

13 dicembre 2011

Sul servizio refezione scolastica destinato alle scuole dell’Infanzia (materne) e primaria (elementari) di pertinenza del Comune di Avellino si apre un caso. A sollevarlo è una delle aziende partecipanti alla gara di affidamento che con dettagliati documenti alla mano solleva più di qualche dubbio. La società Ristorò con sede legale a Pietradefusi ritiene “la ditta che attualmente si occupa della refezione scolastica si sia macchiata di colpa grave nell’esercizio professionale, in quanto nell’affidamento del servizio mensa scolastica ad Atripalda è incorsa in gravi infrazioni in materia di sicurezza ed ogni altro obbligo in materia di lavoro”. Tali comportamenti sono stati riscontrati dai Nas dei Carabinieri di Salerno, dall’Asl di Avellino e dai Vigili del Fuoco di Avellino che hanno rilevato ed accertato a fine ottobre 2011, gravi irregolarità di carattere igienico sanitario e di sicurezza nel centro di cottura di Atripalda. “Il pomo della discordia” ruota tutto intorno a questo centro cottura: individuato nel progetto presentato dalla ditta per la refezione scolastica di Avellino ma proseguita senza nessuna interruzione almeno nel Capoluogo, nonostante i luoghi di preparazione dei pasti siano gli stessi di Atripalda (e sottoposto a fermo). “Due pesi, due misure”, con il Comune di Atripalda che ha in modo celere annullato l’affidamento, mentre nella città Capoluogo si è avuto un epilogo diverso, sollevando le proteste della Ristorò srl che ha presentato pubblica diffida al Comune correlata del verbale dei Nas e delibera del Comune di Atripalda. MariaRosaria Favino, legale rappresentante annuncia “a garanzia dell’interesse pubblico e a tutela della salute dei bambini delle scuole avellinesi, riteniamo che alla ditta affidataria del servizio siano addebitabili comportamenti che prevedono il precetto sanzionatorio dell’esclusione da simili e delicate gare di appalto”. Per completezza di informazione il Comune di Avellino con determina di fine settembre 2011 (prima del controllo dei Nas al centro cottura di Atripalda), affidò il servizio limitatamente al periodo 3 ottobre- 16 dicembre 2011, e comunque nelle more dell’espletamento della nuova gara. Ad Atripalda, qualche giorno dopo l’amministrazione sollevò dall’incarico la ditta per ovvi motivi igienico-sanitari contestati da Nas e Asl, ad Avellino nelle stanze di Palazzo di Città si adottò una linea diversa, nonostante ci fosse la consapevolezza che i luoghi dei pasti cucinati ai bimbi della città erano gli stessi per Atripalda. Ed ora a tre giorni dalla scadenza naturale del contratto pro-tempore, cosa succederà?