Melchionna: “Strategia politica, strategia di sviluppo, strategia di civiltà”

31 marzo 2005

Agli sgoccioli di una campagna elettorale che ormai si appresta alla conclusione, la Filca Cisl interviene per farsi portavoce di quelle che sono le istanze del territorio. “Nel panorama regionale, nella corsa a Palazzo Santa Lucia, occorre innanzitutto chiarezza in un ragionamento che, lontano dal farsi secondo vecchie ideologie, si vuole ora delineare per i problemi che si vogliono o si vorrebbero affrontare nel governo e nel parlamentino partenopeo”. Questo l’esordio di Mario Melchionna, segretario della Filca Cisl che continua: “Non è questa la sede per ribadire la voglia di riscatto e di civiltà che l’Irpinia in particolare anela ma che trova sempre l’ostacolo nella ruggine di alcuni ingranaggi che invece andrebbero più che oleati, smossi e rodati secondo le responsabilità di chi avrà il futuro compito di consigliere e poi quello di assessore. E quando sul tappeto rimangono le annose questioni che la Filca Cisl ha portato all’attenzione senza essere risolte, al di là di ogni scusante coma la mancanza di competenze o della lenta macchina burocratica, allora la politica e il governo non hanno ben ascoltato e poi reso un buon contributo ma pessimo alla terra d’Irpinia che già più volte è stata derubata e defraudata di quelle occasioni di sviluppo e di benessere sociale. C’è qui la riproposizione delle emergenze, dei tavoli di confronto sui problemi infrastrutturali di cui l’Irpinia lamenta ma che vengono puntualmente disattesi: il completamento della Città Ospedaliera, il completamento della Lioni-Contursi-Grottaminarda, una mappa per le montagne per l’attività estrattiva, i fondi del Contratto d’Area, tutta la parte infrastrutturale che se occorre all’ammodernamento della mobilità e dei servizi in genere rimane il principale indotto lavorativo, di cospicua entità per una condizione posta in essere per lo sviluppo sociale. Occorre un pensiero di strategia quando questa significa immaginare scenari futuri per il benessere sociale del territorio, del favorimento dell’unica leva di crescita di una comunità che è il lavoro”.