Melchionna: “A trent’anni dal sisma è ancora tutto da ricostruire”

22 novembre 2010

Avellino – Mario Melchionna, segretario provinciale della Cisl irpina ricorda l’anniversario del sisma del 1980 ed evidenzia le lacune che da allora non sono ancora state colmate in relazione allo sviluppo.

Il terremoto colpì alle 19:34 di domenica 23 novembre 1980 l’area che si estendeva dall’Irpinia al Volture… Tra i comuni più colpiti vi furono quelli di Sant’Angelo dei Lombardi, Lioni, Torella dei Lombardi, Conza della Campania, Teora, Laviano, Calabritto, Senerchia e altri paesi limitrofi. Questi i dati a testimonianza dell’entità drammatica del sisma : 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti. Uno dopo l’altro si aggiunsero i nomi dei comuni colpiti, interi nuclei urbani risultarono cancellati, decine e decine danneggiati. Centinaia di opifici produttivi e artigianali cancellati, con una perdita di migliaia di posti di lavoro. A tale situazione drammatica se ne aggiunse una altrettanto drammatica : la ricostruzione fu uno degli esempi peggiori di speculazione su una tragedia, come testimoniano le diverse inchieste della magistratura e il dirottamento dei fondi verso aree che non ne avevano diritto. In Irpinia la ricostruzione venne incentrata sul rilancio industriale : vennero stanziati circa 60.000 miliardi delle vecchie lire tra Campania e Basilicata, con un costo 12 volte superiore al previsto in provincia di Avellino. Ma quali furono i risultati? Imprese che fallivano appena intascati i contributi. A trent’anni da questa terribile tragedia cosa è cambiato? L’Irpinia è ancora una terra gravemente colpita da diversi problemi come quello dei rifiuti e della disoccupazione. Quante ancora saranno le manifestazioni di protesta a tutela del nostro territorio, della verde Irpinia dal problema rifiuti? Quante ancora le mobilitazioni sui luoghi di lavoro per difendere il diritto al lavoro negato a tantissimi lavoratori?
È ancora tutto da ricostruire, nonostante si parla di ricostruzione incompleta. In realtà sono ancora troppi gli interessi in gioco…nulla sarà più come prima, per le tante persone che hanno vissuto la tragedia del sisma. Ma tocca alla politica, alle istituzioni, la responsabilità di ricostruire ciò che andato via in soli 90 secondi e dare il diritto a questa terra di riscattarsi. Quale migliore occasione se non quella di offrire ai tanti giovani gli strumenti adatti per continuare a vivere nella loro terra d’origine, per continuare ad amare il loro territorio, arrestando così il continuo esodo verso le terre del Nord? Più di 6.000 sono i giovani che hanno lasciato l’Irpinia e hanno perso questa speranza. Occorre rilanciare il nostro territorio attraverso la realizzazione delle grandi opere, di infrastrutture, di investimenti. Tutto ciò significherebbe ricostruzione, ammodernamento, occupazione, in una parola, sviluppo. Siamo sempre qui, ogni giorno a dibattere sui medesimi argomenti, i problemi di sempre, i fallimenti preannunciati, senza renderci conto che bisognerebbe frenare questa continua corsa alla “dichiarazione mediatica” che non produce altro che una breve visibilità, senza portare alla risoluzione delle questioni ancora aperte sul nostro territorio. Mi rivolgo alla politica, senza alcuna distinzione , in un giorno triste “per non dimenticare”, che potrebbe rappresentare la svolta “per dimenticare” tanti altri problemi legati alla nostra terra. Sarebbe bello se le tante dichiarazioni “del fare” diventassero dichiarazioni su qualcosa “di fatto.


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