Massimiliano Carullo incontra i produttori di olio nel Cilento

Massimiliano Carullo incontra i produttori di olio nel Cilento

2 marzo 2018

Una tappa a Contursi per ribadire che l’olivicoltura campana è un motore importante per l’economia del paese e si può creare lavoro anche per le giovani generazioni. In Campania appare molto diversificata nelle varie zone di coltivazione. Nella sola provincia di Salerno, ad esempio, convivono modelli di coltivazione profondamente diversi. Nel Cilento costiero – una delle aree a maggiore vocazione e tradizione olivicola – gli impianti appaiono ancorati a schemi tradizionali, con largo impiego di manodopera, allevamento a vaso impalcato alto, sesti ampi ed irregolari, piante di grande taglia e ultrasecolari, tecniche di coltivazione condizionate dalla dimensione delle piante e da un’orografia spesso difficile.

Nelle aree dell’Alto e Medio Sele, il cuore della nuova olivicoltura, dove intensa è stata l’azione di rinnovamento, invece, l’età media degli olivi è per un terzo inferiore ai 30 anni, mentre gli oliveti ultracentenari rappresentano solo il 20% del totale.

“A Contursi ospite del Frantoio Giordano ho visitato uno stabilimento importante, dove la passione è il sacrificio si mescolano alla produzione è produttività” ha affermato Massimilino Carullo. In questa zona si è fatta strada una nuova olivicoltura, intensiva, spesso irrigua, meccanizzata e innovativa, in grado di ridurre i costi di produzione e di migliorare la qualità del prodotto.

Ma segnali di rinnovamento vengono da tutte le principali aree olivicole della regione, dove intense sono state le azioni di ristrutturazione, razionalizzazione e ammodernamento degli impianti. “Prometto Il mio impegno in questo settore, affinché ci sia una visione e progettazione strategica” ha concluso il candidato alla Camera in quota Fratelli d’Italia.