Margherita: a tutto campo De Mita junior

30 maggio 2005

Avellino –Sembra essersi calmata la bufera che ha investito Palazzo Caracciolo caratterizzando tensioni ed incomprensioni nei rapporti tra i membri della maggioranza consiliare. Per la serie, dunque, tutto è bene quel che finisce bene, sembra che gli accordi ma soprattutto la dialettica abbiano prepotentemente sostituito la polemica per dar spazio al tanto decantato ‘bene pubblico’. Una serena diplomazia ed un quadro politico estremamente chiaro illustrati dal capogruppo consiliare della Margherita, Giuseppe De Mita che pone l’accento su una situazione determinata esclusivamente da connotati politici: “I rapporti con il Consiglio ma soprattutto con la presidente De Simone non sono mai stati ‘cattivi’. E’ opportuno, infatti, scindere la questione politica da quella personale ed il passato è stato contraddistinto da questioni che assumono un esclusivo carattere politico. Ma ciò che realmente conta è arrivare all’esatta definizione dei problemi. Al momento stiamo lavorando per individuare le effettive soluzioni alle tematiche che la Provincia sta superando, poi ci impegneremo affinché le soluzioni vengano rese tangibili e se ne possa vagliare positivamente l’efficacia”. Dunque il dialogo e la ritrovata coesione per far riacquistare alla politica quel compito e quel ruolo che le spettano di diritto. “Perché, in fondo, la politica è proprio questo: trovare sinergie e rispondere alle esigenze della comunità senza dover essere ostacolati da personalismi di fondo”. Il quadro illustrato mostra delle premesse davvero rosee. E non solo in Provincia. Dopo l’innegabile riscontro ottenuto nella scorsa tornata elettorale, il Fiorellino ‘miete’ successi anche a Palazzo Santa Lucia. Ed anche in questo caso il parere di De Mita non poteva che farsi specchio dell’entusiasmo che regna negli animi dei membri del partito di Via Tagliamento. “La Giunta regionale è un ottimo Esecutivo. Innanzitutto per la qualità dei suoi componenti, in secondo luogo per una questione puramente formale. Rispetto al passato, infatti, c’è un maggiore equilibrio tra i partiti. Un equilibrio che non nasce da quella che viene definita ‘contrattazione’ ma da una vera e propria coesione e dalla maggiore rappresentatività che i partiti hanno ottenuto in Consiglio. La stessa Margherita avrà un ruolo propulsore e stabile. Soprattutto attraverso Enzo De Luca, portatore di una delega estremamente delicata. Dunque il mio bilancio non può che essere positivo”. E dopo tali premesse l’orizzonte non può che apparire degno di merito: “Mai il futuro della Margherita irpina ha rispecchiato in maniera così chiara quello nazionale. Abbiamo guadagnato un ruolo importante, oserei dire fondamentale. E questo soprattutto all’interno dell’Ulivo. Un ruolo che può essere definito di riformismo moderato, cattolico e popolare. In questo non esiste, sia ben chiaro, nessun connotato egemonico. Si tratta semplicemente della diffusione di una corrente di pensiero, culturale e sociale”. (di Manuela Di Pietro)