Maltrattamenti all’asilo di Solofra: ascoltato il perito, si attende la svolta nell’inchiesta

Maltrattamenti all’asilo di Solofra: ascoltato il perito, si attende la svolta nell’inchiesta

20 gennaio 2020

Renato Spiniello – Si è tenuta stamane, dinanzi al Gip del Tribunale di Avellino Fabrizio Ciccone, l’udienza sul caso dell’asilo di Fratta di Solofra. Sono quattro i maestri indagati dalla Procura, in particolare dal sostituto procuratore Luigi Iglio, titolare dell’inchiesta, per presunti maltrattamenti ai piccoli alunni, mentre il Riesame ha annullato per uno degli indagati l’accusa di presunta violenza sessuale su uno di essi.

Oltre un’ora e mezza d’udienza per depositare la perizia di oltre 400 pagine dell’incidente probatorio chiesto dal Pubblico Ministero. Si tratta dell’accertamento, svolto dalla docente universitaria Raffaella Perrella – che da luglio ha condotto presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino le audizioni degli alunni alla presenza di avvocati e consulenti – su alcuni dei sedici minori individuati come presunte vittime dei maltrattamenti avvenuti all’interno dell’asilo.

Un lavoro lungo e delicato, quello della docente, che sarà molto utile alla Procura per cristallizzare le prove di una parte delle condotte contestate ai quattro indagati. La professoressa, nel corso dell’udienza odierna, ha di fatto confermato l’elaborato peritale già prodotto, ora si attende la svolta nell’inchiesta con la Procura che potrebbe chiedere il rinvio a giudizio per gli indagati.

Soddisfazione, al termine dell’udienza, è stata espressa dall’avvocato Marino Capone, che insieme ad altri legali difende le famiglie dei bambini coinvolti. “Un grande plauso – ha affermato – va alla Procura e ai Carabinieri per il modo in cui stanno gestendo l’indagine, salvaguardando e tutelando i bambini”.

Nell’incidente probatorio non sono rientrate le accuse di violenza sessuale nei confronti di uno dei maestri coinvolti. Per lui il Riesame prima e la Cassazione poi hanno escluso la contestazione. Vedendo le immagini, il collegio ritiene che l’indagato stesse giocando col bambino, tentando di alzarlo da terra e praticandogli il solletico, per cui tutte le finalità sessuali sono da escludere, anche se si fa riferimento ad alcuni gesti definiti “volgari e non consoni a un insegnante” e anche di “atteggiamenti non appropriati al ruolo di maestro”.