“M. Il figlio del secolo”, Scurati vince il Premio Strega e ai giovani: “Leggete per conoscere”

“M. Il figlio del secolo”, Scurati vince il Premio Strega e ai giovani: “Leggete per conoscere”

5 luglio 2019

Con 228 voti, lo scrittore Antonio Scurati stravince il Premio Strega 2019 per ‘M. Il figlio del secolo’ (Bompiani). Al secondo posto Benedetto Cibrario, con ‘Il rumore del mondo’ (Mondadori), 127 voti, e al terzo Marco Missiroli con ‘Fedeltà’ (Einaudi), 91 voti. Al quarto posto Claudia Durastanti con ‘La straniera’ (La nave di Teseo), 63 voti, e al quinto Nadia Terranova con ‘Addio fantasmi’ (Einaudi), 47 voti. A presiedere il seggio Helena Janeczek, vincitrice della scorsa edizione. Hanno votato in 556 su 660 aventi diritto al voto.

“Sono felice ma soprattutto contento che molti altri italiani leggeranno questo libro non solo perché l’ho scritto io, ma perché impareranno a conoscere la nostra storia con la speranza che non si ripeta, anche se in forme diverse”: questo il primo commento dello scrittore, subito dopo essere stato proclamato vincitore della 73esima edizione del Premio Strega.

“Dedico la vittoria ai nostri nonni e ai nostri padri che furono prima sedotti e poi oppressi dal fascismo e soprattutto a quelli che poi fra loro trovarono il coraggio di combatterlo armi alla mano”, ha aggiunto, “E insieme vorrei dedicare il Premio ai nostri figli con l’auspicio che non debbano tornare a vivere quello che abbiamo vissuto 100 anni fa e in modo particolare a mia figlia Lucia”.

“Stiamo attraversando una soglia epocale: i giovani immersi nell’era digitale fanno fatica a comprendere un libro perché la lettura profonda non rientra nelle loro capacità cognitive. Il libro deve convivere con le nuove tecnologie, non può essere sepolto”, ha aggiunto, “Il romanzo dà la possibilità di vivere altre vite. Dico ai ragazzi di leggere e cercare di conoscere, di capire. Cerco di insegnare ai miei studenti che ci sono piaceri più facili e altri più profondi: la conoscenza, il sapere non sono doveri ma piaceri più raffinati che insegnano a stare al mondo”, ha osservato Scurati.