Luxuria a Mastella: “Mi avrebbe offeso il paragone con la Mussolini”

14 marzo 2006

Avellino – “Io paragonata a Cicciolina? Beh… mi sarei offesa se Mastella mi avesse paragonato alla Mussolini”. E’ con molta ironia e non poco senso critico che Vladimir Luxuria fa il suo ingresso ad Avellino. Una conferenza letteralmente ‘on the road’ quella che questa mattina ha richiamato all’ingresso della Villa Comunale di Avellino non solo iscritti e simpatizzanti del Prc ma anche gli abitudinari del Corso Vittorio Emanuele. Candidata nel collegio Lazio 1, laureata in lingue presso l’Università di Roma, Vladimir Luxuria non vuole chiudersi tra le stanze del partito ma ‘viaggiare’ tra la gente. E riscuote tra gli irpini un consenso indiscutibile, testimoniato dai numerosi autografi che l’hanno tenuta impegnata per ore. Ma se il successo ha fatto ingresso nella sua vita attraverso la porta della ‘creazione di un personaggio’, quell’epoca sembra ormai finita. A presentarsi alla stampa non è stata una donna tra lustrini e merletti ma una cittadina che vuole vedere riconosciuti i propri diritti e quelli di tutti coloro che intende rappresentare. “A cominciare dal diritto alla fede – ha spiegato – anche per chi ha orientamenti sessuali diversi. L’esperienza di Montevergine è la dimostrazione di questo bisogno indipendentemente dalla scelta del partito di appartenenza”. Il riferimento ad una sessualità non da tutti compresa era d’obbligo ma ad onor del vero l’eleganza dell’approccio ad un tema tanto delicato e soprattutto la familiarità del rapporto da subito instaurato con i cittadini ha incantato anche i più scettici. E forse anche i più inclini a puntare l’indice rispetto a situazioni a volte estranee. “Non permetterò a nessuno di giudicare se sono una persona in grado di sedere tra le poltrone del Parlamento. Personalmente non sono mai andata ad investigare sul curriculum lavorativo degli altri. Né su quello giudiziario. Pretendo che non lo si faccia neanche con me”. E a dispetto di tutta l’opinione pubblica mostra di andare al di là della diversità sessuale, tracciando per Vladimir un percorso di fronte a cui si pone in maniera sorpresa: “Per strada vengo fermata da anziani che mi chiedono di fare qualcosa per la pensione minima e da giovani che mi illustrano i propri problemi occupazionali”. Un attestato di stima che sembra andare oltre le sue aspettative che peraltro sono apparse immeritatamente modeste. A chiudere, l’epilogo: “L’estensione dei diritti civili arricchisce la società, aggiunge libertà per tutti. E’ spinta dall’amore verso chi non ha garanzie e non dall’odio di chi si considera superiore ed egoista. Chiediamo diritti, non privilegi”. (di Manuela Di Pietro)