Lupi: fine della corsa. Solo la matematica fa proseguire l’agonia

17 maggio 2008

Avellino 4-4-2: Pantanelli, Carbone, Mengoni, Corallo, Sirignano(73’ Tombesi), Nardini Maietta, Della Rocca, Sestu(65’ Paonessa), Pellicori, Kenesei(58’ Cipriani)
A disp: Gragnaniello, Conticchio, Forani, De Angelis
All: Calori
Triestina 3-5-2: Dei, Kyriazis, Lima, Milani, Tabbiani, Allegretti, Gorgonie, De Cristofaro, Testini(85’ Audel) Sedivec(75’ Pesaresi), Della Rocca(89’ Cannone)
A disp: Acerbis, Tiziani, Sgrigna, Da Dalt
All: Maran
Arbitro: Herberg di Messina
Assistenti: Giglioni/Manganelli
Quarto uomo: Quartarone
Reti: 58’ Luigi Della Rocca, 82’ Allegretti, 83’ Pellicori e 93’ Pellicori
Ammoniti: Sirignano, Pellicori, Mengoni, Sestu, Paonessa, Luigi Della Rocca, Allegretti
Espulsi:15’ Maietta
Recupero: 8’st
Angoli: 7 a 5

Si attende solo la matematica, ma i lupi salvo miracoli perdono ancora una volta la serie B. Una squadra senza carattere, priva di cattiveria agonistica, priva di cuore. L’Avellino non c’è, la Triestina nemmeno. Eppure non si riesce a portare a casa l’intera posta in palio. Tra la rabbia di chi ama e giustamente contesta è un ‘non spettacolo’ quello offerto dalla squadra di Calori. In due settimane dal sogno di una salvezza diretta ad un mesto ritorno in terza serie, undici giocatori che hanno dimostrato ancora una volta di non meritare questa maglia. Lupi inguardabili, imbarazzanti, disastrosi. Non si salva nessuno nel giorno più brutto della stagione. Più facile restare a galla che scendere in serie C. Pantanelli e compagni non riescono ad evitare il peggio nel campionato più ‘scarso’ degli ultimi dieci anni. Calpestata ancora una volta la dignità e la fede di tanti tifosi che di fronte alle numerose delusioni (Messina, Grosseto ed ultima Cesena) hanno sostenuto i colori, la maglia. Perché alla fine è questo ciò che resta, perché nel mercatino del pallone i giocatori sono come tante pedine che si muovono da una parte e dall’altra del paese. Loro un contratto il prossimo anno l’avranno e l’Avellino resta dei tifosi, dei mille coraggiosi che sono sbarcati in romagna la scorsa settimana, di chi non ha smesso mai di crederci, di chi ha incoraggiato anche quando c’era solo da criticare. Di chi in un anno di caos totale ha alzato la voce poche volte, di chi ha sopportato umiliazioni che nemmeno il lupo di Zeman aveva collezionato. Pugliese aveva detto di non voler fallire nuovamente di non voler ritornare da dove era venuto, ma così non è stato. Il tanto ventilato affetto verso la casacca biancoverde non è stato mostrato. Non si è tramutato in fatti. Un gruppo assemblato male, con pochi elementi di qualità e tanti ‘scarti’ e giocatori in età da pensionamento. Si salvano veramente in pochi, ma visto lo ‘spettacolo’ di oggi non vale nemmeno la pena citarli. Senza un leader, senza un giocatore di carisma. Parecchi elementi che per ‘indole’, per ciò che hanno mostrato, meritavano di giocare nel campionato Primavera o nel torneo delle parrocchie.
CRONACA: Calori che si affida al classico 4-4-2 in avanti schiera Kenesei a sorpresa al posto di Cipriani. A centrocampo come anticipato in settimana spazio a Maietta Pantanelli in porta, difesa composta da destra verso sinistra da Carbone, Mengoni, Corallo, Sirignano. A centrocampo corsie esterne affidate a Sestu e Nardini in mezzo Maietta e Della Rocca. Tandem d’attacco con Pellicori e Kenesei.
Al 1’ angolo di Kenesei, Sestu spizzica di testa, Pellicori in rovesciata sul fondo. Al 15’ Avellino in dieci per l’espulsione di Maietta. Herberg lo manda sotto la doccia anzitempo. Al 22’ Kenesei lancia Pellicori in area, sulla conclusione intervenie Dei, l’azione sfuma. Al 25’ Pellicori controlla a limite e lancia Kenesei che calcia in diagonale. Palla che si stampa sul palo. Al 30’ conclude Allegretti dai 25 metri, debole e centrale. Un minuto dopo cross di Sedivec, Luigi Della Rocca al volo spara alto. Al 41’ Sestu lancia Pellicori che si libera di un avversario ed al momento del tiro viene anticipato in fallo laterale. Al 49’ Kenesei lancia nello spazio Sestu, atterrato in area l’arbitro non concede il penalty su segnalazione di Manganelli. Al 52’ punizione di Allegretti a girare Corallo devia in angolo. Un minuto dopo è Kenesei a provarci direttamente da calcio d’angolo. Dei respinge con i pugni. Al 58’ Milani si libera sulla destra arriva sul fondo e mette al centro per Della Rocca che di testa porta gli ospiti in vantaggio. Al 59’ Sestu in area colpisce tutto solo la traversa. Al 64’ Palo di Allegretti su punizione. Al 66’ Corallo dai 35 metri centrale, Dei blocca. All’80’ Testini supera Pantanelli e a porta vuota fuori. Al 82’ Allegretti su un lancio dalle retrovie supera l’estremo difensore irpino. A sei dal termine Nardini serve Pellicori in area che in uscita supera Dei. Al 90’ angolo di Paonessa Della Rocca di testa Dei salva. Al 93’ rigore per l’Avellino, Cipriani atterrato in area da Autel, sulla sfera Pellicori che non perdona. Finisce qui, con il pubblico a gridare, con i supporter a rimproverare a tutti di pensare di più al portafogli che a fare il proprio dovere. Per l’ennesima volta tante lacrime versate per una ascensore che dura ormai da 13 anni. Speriamo che al termine della stagione qualcuno venga in soccorso. Adesso ci vuole qualcuno con un progetto serio, ambizioso, ma che soprattutto riesca a riportare il nome dell’Avellino in alto. Che riesca a dare il dovuto rispetto ad una società che ha fatto la storia del calcio e che purtroppo per le tante magre figure degli ultimi anni non ha più considerazione. A cosa serve festeggiare 12 mesi prima se poi non si riesce a dare continuità? Mistero.

(di Sabino Giannattasio)


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