L’Unicef in 400 piazze italiane con la campagna ‘Ogni bambino è vita’

L’Unicef in 400 piazze italiane con la campagna ‘Ogni bambino è vita’

25 settembre 2018

I prossimi 29 e 30 settembre, l’Unicef Italia, grazie alla mobilitazione di oltre 1.500 volontari dei comitati locali, torna in oltre 400 piazze in Italia per celebrare la festa dei nonni (2 ottobre) con tante iniziative e attività e per sostenere la campagna “Ogni bambino è Vita”.

Ogni anno nel mondo 2,6 milioni di neonati non sopravvivono al primo mese di vita, in media sono 7.000 ogni giorno; 1 milione di bambini muore nello stesso giorno in cui viene alla luce. La celebrazione Unicef  della festa dei nonni e bambini continua anche il 2 ottobre con attività ed eventi promossi da scuole, aziende ed altri enti (chiusi durante il weekend).

Il tema della mobilitazione sarà quello della memoria e delle tradizioni: nelle diverse piazze saranno ricordati i giochi di una volta, i mestieri dimenticati, anche con i racconti dei nonni, con musiche, balli e altre attività che riguardano le tradizioni popolari del nostro paese.

A fronte di un piccolo contributo, sarà possibile scegliere tra alcuni dei giochi tradizionali in legno: l’intramontabile Yo-Yo, la trottola, il domino classico e domino per i più piccoli e sostenere così la raccolta fondi “Ogni bambino è vita”.

“I nonni sono le spalle su cui ogni bambino o nipote dovrebbe poter contare; ci ricordano le sfide, i momenti felici e quelli difficili che fanno la storia di una famiglia. I nonni sono la nostra memoria e come Unicef vogliamo celebrarli in una festa insieme ai bambini” – ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell’Unicef Italia.

“Ma ci sono anche bambini che in tanti paesi nel mondo addirittura muoiono nello stesso giorno in cui nascono ed è a loro che il nostro pensiero e la nostra azione è rivolto.

Con questa raccolta fondi verranno finanziati progetti prenatali e postnatali in 10 paesi – Bangladesh, Etiopia, Guinea Bissau, India, Indonesia, Malawi, Mali, Nigeria, Pakistan e Tanzania – dove la mortalità per cause neonatali è tra le più alte al mondo”.