Lonardo: “Bisogna parlare anche di questo ai giovani”

23 novembre 2010

Ecco l’intervento di Sandra Lonardo, in memoria del terremoto dell’Ottanta. “Signor Presidente, anche se in un’Aula quasi completamente vuota, non voglio far mancare la testimonianza dei Popolari per il sud. (…) Quel giorno, il giorno 23/11/1980 di 30 anni fa, alle ore 19 e 34, un terremoto dell’ottavo grado della scala Mercalli, 6,5 Richter, durato 90 lunghissimi secondi, provocò 2914 morti, 8800 feriti e 280 mila sfollati. Certamente il pensiero va immediatamente a quelle tante vite spezzate. (…). Oggi il nostro pensiero va anche ai sopravvissuti. Voglio ricordare una canzone di Fabrizio D’Andrè “tutti morimmo a stento” che volle raccontare delle persone che vagavano intorno alle macerie delle loro case. Oggi sono stati ricordati anche la cattiva ricostruzione, il malaffare, la camorra. Il mio pensiero va anche ai volontari. Questa è la parte bella, se si può dire così, del terremoto, questo afflato che ha unito l’Italia intera e non solo. E’ così che io vorrei ricordare quei giorni: tutti quanti insieme, per amore dell’altro, valori che stanno venendo meno e che invece bisogna riaccendere. Bisogna parlare anche di questo ai giovani, ricordare gli aiuti, la solidarietà giunta da tutta Italia. (…) Poi ci sono luoghi e luoghi per parlare delle cose non fatte, io vorrei chiedere al Presidente del Consiglio e alla Conferenza dei Capigruppo la possibilità di istituire, non so, un piccolo gruppo di Consiglieri regionali (non chiamiamola Commissione, perché altrimenti passerebbe all’esterno come un qualcosa in più…). Un gruppo di lavoroi che possa, insieme ai sindaci dei luoghi terremotati, fare un resoconto preciso di quello che resta ancora da fare, perché è davvero uno scandalo che dopo 30 anni esistano ancora persone, mi corregga se sbaglio vicepresidente De Mita, che vivono nelle baracche e che aspettano una casa. (…).”


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