L’occhio indiscreto del Web

L’occhio indiscreto del Web

19 marzo 2018

Sicuramente gli appassionati di letteratura di fantascienza avranno amato e ricorderanno “1984” uno dei più celebri romanzi di George Orwell, scritto nel 1948. Oppure il film “Orwell 1984” diretto da Michael Radford. E’ al signor George che si deve il concetto di Grande Fratello cui si sono ispirati noti reality e una valanga di altre produzioni, oltre ad aver innescato speculazioni filosofiche, studi politici ovviamente, analisi socio-antropologiche e teorie di marketing. Tutte considerazioni scaturite dal concetto di “big brother”.

Chi la fantascienza non la segue, chi di Orwell non ne sa niente o chi, se legge grande fratello pensa subito all’ultima puntata del noto reality show in onda in Italia dal 2000, sappia che non sta per scoprire la trama del libro o dell’opera cinematografica. L’abbiamo citato perché ci è comodo come gancio per parlare di una questione di estrema attualità: la sicurezza nel mare magnum della rete. Perché, citando le parole di Orwell è buono ricordarsi sempre che: “Il grande fratello ti osserva”.

Declinando ora questa frase nel contesto del web e dell’attività quotidiana di navigazione che svolgiamo in rete, non è difficile poter alludere al fatto che in ogni nostra mossa siamo osservati: profilati, indirizzati o reindirizzati, sollecitati in base ai nostri gusti ad acquistare beni od usufruire di servizi on line, invitati a compilare form di ogni genere, ad esprimere gusti, giudizi, opinioni.

Ecco questo tipo di attività, ripetiamo, quotidiana, implica la cessione, consapevole o inconsapevole da parte nostra di informazioni. Differenziate in “sensibili” o “non sensibili” queste informazioni riguardano noi e nessun altro, sono nostre ed effettivamente alcune, come ad esempio i dati, è scontato dirlo, della nostra carta di credito, sono di quella tipologia che potremmo definire “altamente sensibile” perché, se finiscono in mano a chi sta dietro quel form, quel social, quel sito di acquisti e se questa persona agisce in maniera scorretta, illegale e utilizza le nostre informazioni personali in modo illegale, ecco che scatta qualche guaio. Perché, dietro lo schermo su cui ci stai leggendo ora, sappi che c’è sempre qualcuno che immagazzina ciò che digiti. Non direttamente certo, ma avvalendosi di software che lo fa al suo posto.

Tuttavia in rete ci navighiamo, la rete ci serve, sia per lavorare che per informarci e intrattenerci i e non sarebbe giusto in alcun modo privarci della libertà di usarla solo perché abbiamo timore di essere truffati.

Allora che si può fare? Bastano alcuni semplici accorgimenti e un po’ di buon senso, giusto per citarne alcuni: diffidate dei siti fotocopia, quelli che vi arrivano per mail e richiamano la grafica di portali noti come spesso capita con le poste invitandovi a inserire i vostri dati per ricevere un premio. Non compilate form con leggerezza o quantomeno leggete bene le parti relative al consenso sul trattamento dei dati, meno ne date, meglio è. Acquistate in serenità oggetti su portali come eBay, ma accertatevi prima delle valutazioni date dagli altri utenti al fornitore che avete scelto. Preferite una carta ricaricabile o PayPal se acquistate servizi on line, ormai tutti accettano questi metodi di pagamento e sono fra i più sicuri. Chi è appassionato di slot machine e vuole giocare online, verifichi sempre che ci sia il numero di licenza e il link diretto all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sul portale in cui si appresta a giocare.

Così facendo, avrete un po’ più consapevolezza e scelta su ciò che mostrate di voi, dati sensibili inclusi. E diminuirà radicalmente l’inconveniente di incorrere in truffe.

Buona navigata a tutti.