Lo sfogo di Mauriello: “Sono di Avellino, sto male più di voi. Ma ora si deve pensare al bene comune”

Lo sfogo di Mauriello: “Sono di Avellino, sto male più di voi. Ma ora si deve pensare al bene comune”

15 luglio 2019

Renato Spiniello – “Pensiamo al bene comune, ovvero a salvaguardare l’Avellino. Forse non siamo in questo momento le persone adatte, ma è l’unico modo per poter iniziare”. Claudio Mauriello, presidente di Us Avellino e Scandone, al termine del vertice convocato a Palazzo di Città dal sindaco Gianluca Festa, incontra per la prima volta pubblicamente tifosi e giornalisti per fare il punto della situazione sul difficilissimo momento che sta vivendo lo sport cittadino alla luce della crisi Sidigas.

La squadra resta sul mercato, a disposizione di eventuali acquirenti intenzionati a poterla rilevare, ma fino a quando nessuno si farà avanti (e non è detto che qualcuno la farà) la Sidigas resterà al timone della nave, seppur dovrà attendere le autorizzazioni da parte del commissario giudiziario Nicola Rascio e dell’amministratore giudiziario Francesco Baldassarre, in modo da poter procedere con la costituzione di staff tecnico e rosa.

“Dobbiamo essere autorizzati a poter partire, poi vi diremo tutto – assicura il presidente – abbiamo sempre detto che lo sport fosse della città e che noi eravamo presenti solo per amministrarlo. Alla luce delle problematiche è giusto fare un passo indietro, ma al momento siamo l’unica soluzione per poter andare avanti. Aspettiamo di incontrare i commissari del tribunale per avere il via libera e costruire la squadra. Se ci dessero il via libera lo faremo già da oggi”. Mauriello esclude in ogni caso la possibilità di vedere Salvatore Di Somma nel ruolo direttore, mentre sulla riconferma in panchina di Giovanni Bucaro afferma: “Tutto è possibile, l’importante ora è essere autorizzati a partire”.

Non sono mancate le contestazioni, con i tifosi presenti che hanno chiesto la testa di Gianandrea De Cesare: “L’ingegnere ama questa città come pochi, più di tutti gli altri presidenti che sono succeduti al Commendatore Antonio Sibilia. È facile puntare il dito, io sono di Avellino e sto male più di voi. Al momento non ci fanno fare la squadra e non ce la fanno vendere. L’unica soluzione per andare avanti siamo noi” confessa il presidente.

L’appello, ricondiviso anche dal sindaco del capoluogo, resta quello rivolto agli imprenditori di farsi avanti tramite manifestazioni di interesse, che saranno valutate dal tribunale anche in termini economici e poi avviate le eventuali trattative. “Nel frattempo – precisa Gianluca Festa – ho chiesto di poter partire almeno con l’ingaggio di allenatore e direttore sportivo, in modo da poter iniziare a lavorare in vista dell’imminente stagione”.