VIDEO/ Money Gate, batosta-bis per la Procura Federale aspettando la sentenza

VIDEO/ Money Gate, batosta-bis per la Procura Federale aspettando la sentenza

11 aprile 2018

di Claudio De Vito, inviato a Roma – E’ andata in archivio a Roma la seconda puntata del processo d’appello per il caso Catanzaro. Due ore circa di udienza dinanzi alla Corte Federale d’Appello che sostanzialmente ha inchiodato la Procura Federale alla stessa responsabilità per carenza probatoria emersa nel processo di primo grado. L’Avellino e il Catanzaro verso la sentenza d’appello con ancora più fiducia della vigilia alla luce del no dell’organo giudicante del secondo grado endofederale all’introduzione degli atti dell’inchiesta penale, ritenuti di una certa rilevanza ai fini probatori. E sulla scorta di ciò, sia l’accusa che le difese sono entrate nel merito riproducendo le stesse argomentazioni del processo di primo grado. Annichilita la Procura Federale che ha continuato a basarsi su una interpretazione logica sulla base degli elementi in suo possesso e non su una corrispondenza effettiva in grado di ricostruire il presunto illecito sportivo. “La mia più grande difficoltà è trovare una difesa dinanzi al nulla, alla carenza di elementi indiziali” ha tuonato Eduardo Chiacchio nell’arringa difensiva conclusiva, un vero punto esclamativo sulla debacle-bis dell’accusa. Il tutto in attesa di una pronuncia che a questo punto non potrà che essere favorevole all’Avellino, con il rigetto del ricorso dell’accusa da parte della Corte. Il verdetto entro la prima serata.

La diretta testuale dell’udienza-bis dinanzi alla Corte Federale d’Appello.

17.17 – Si conclude la discussione.

17.10 – E’ il turno di Chiacchio prima della camera di consiglio della Corte: “La mia più grande difficoltà è trovare una difesa dinanzi al nulla, alla carenza di elementi indiziali”. E’ il punto esclamativo sulla debacle della Procura Federale. “Anche sotto il profilo logico ci troviamo di fronte al nulla – ha aggiunto – e quali giocatori dell’Avellino sono responsabili della combine? Non è stato individuato alcun calciatore in questo senso”.

17.00 – E’ il turno di Cozzone, avvocato di De Vito. Sfilano tutti i legali dei tesserati coinvolti, nonché dei due club che sostanzialmente ribadiscono le rispettive posizioni del processo di primo grado.

16.40 – Sabrina Rondinelli sul suo assistito Giuseppe Cosentino. Intanto Tornatore sembra aver praticamente perso la parola a fronte delle arringhe difensive e dell’intervento della Corte che a questo punto ha tutti gli elementi per non discostarsi dalla pronuncia di proscioglimento di primo grado.

16.35 – Parla Pittelli di nuovo a proposito della posizione del Catanzaro: “Dobbiamo trovare corrispondenza tra dichiarazioni di Cosentino e la presunta combine, non c’è nessun elemento a tal proposito”.

16.32 – Letteralmente annichilito il sostituto Procuratore Federale Gioacchino Tornatore.

16.25 – Arringa difensiva di Innocenzo Massaro: “Possiamo prendere a supporto queste sommarie trascrizioni di intercettazioni e supportare un giudizio di condanna al di là di ogni ragionale dubbio, basandoci su interpretazioni? Il mezzo di prova è la perizia trascrittiva”.

16.22 – “Riteniamo che tutti i fatti contestati nell’originale deferimento abbiano il supporto del materiale probatorio, chiediamo il ripristino delle richieste di condanna” conclude Tornatore.

16.21 – Il sostituto Procuratore Federale passa all’esame della posizione di Francesco Cozza che non incide nel merito per quel che riguarda l’Avellino.

16.17 – Si torna alle argomentazioni del primo grado che il Tribunale Federale Nazionale ha già affrontato smontando il castello accusatorio. Non esistono nuovi elementi alla luce della non ammissione degli atti penali.

16.16 – “L’unica interpretazione logica possibile dal materiale in nostro possesso è quella di una combine” incalza Tornatore.

16.15 – La Procura Federale ribadisce la propria ricostruzione del presunto illecito sportivo legato alla partita dal 5 maggio 2013.

16.14 – Si entra nel merito con sentenza immediata, in serata.

16.13 – La Corte ritiene non necessario acquisire gli atti. Il materiale probatorio acquisito dalla magistratura ordinaria di Palmi dunque non entrerà nel processo d’appello.

16.11 – Si riprende dopo dieci minuti di break.

16.09 – Legali riuniti alla ricerca di una strategia comune mentre la Corte Federale d’Appello è insediata nella sala riunioni.

16.01 – Stop all’udienza perché la Corte Federale d’Appello deve deliberare o meno se ammettere gli atti dell’inchiesta penale sui quali si è dibattuto per circa mezz’ora. Il dibattimento riprenderà tra poco.

16.01 – Eduardo Chiacchio riprende la parola come difensore dell’Avellino andando controcorrente rispetto a Massaro: “Chiediamo che non si discuta nel merito perché questi atti sono decisivi ai fini probatori quindi va risolta prima la questione procedurale”.

15.59 – Innocenzo Massaro, legale di Walter Taccone: “Chiediamo che si vada a sentenza a prescindere da ogni questione preliminare, quindi che si vada nel merito, siamo pronti ad entrare nel merito”.

15.58 – Ancora Cozzone: “Questi atti non sono mai esistiti, non possono essere acquisiti perché così si andrebbe a sostituire la carenza probatoria della Procura Federale. L’accusa non ha mai inserito questo materiale probatorio nel fascicolo”.

15.55 – Si leva un coro forte dalla difesa per l’inammissibilità degli atti dell’inchiesta penale che la Procura Federale invece vorrebbe introdurre nel processo d’appello.

15.54 – Michele Cozzone, legale dello studio Chiacchio che difende Vincenzo De Vito, fa eco a Pittelli sull’aspetto procedurale richiamando una norma: “L’articolo 35 comma 4.1 del Codice di Giustizia Sportiva dice che i procedimenti si sono svolgono sula base degli elementi contenuti nei deferimenti”.

15.52 – Giancarlo Pittelli, legale Catanzaro insieme a Sabrina Rondinelli: “Il richiamo al codice di procedura penale della Procura Federale non mi pare opportuno. Siamo nell’ambito di un procedimento di parti, il giudice quindi decide sulla base degli impulsi che gli arrivano dalle parti. Non conosciamo nulla di questi atti – aggiunge – si tratta di atti che non sono stati prodotti in primo grado, non si tratta di atti nuovi, non si possono più produrre. Lo dico per un’instaurazione corretta e regolare del dibattimento. Sono atti che rimangono nel luogo dov’erano. La rinnovazione dibattimentale pertanto a mio avviso è inammissibile”.

15.49 – Chiacchio insiste: “Se il collegio dovesse decidere di acquisire il materiale chiediamo un termine per poterci difendere”.

15.48 – “Prima la questione pregiudiziale poi l’esame del merito” tuona la Corte Federale d’Appello facendo chiarezza nel dibattimento.

15.46 – Irrompe Chiacchio: “Noi legali dobbiamo sapere se questo materiale esiste o meno, quindi abbiamo bisogno di tempo per controbattere”. La Corte conviene con l’obiezione del legale partenopeo.

15.45 – “Riteniamo che quegli atti possano essere acquisiti anche in questo giudizio” incalza d’appello.

15.43 – Si continua a dibattere su aspetti di natura procedurale.

15.40 – Ancora Tornatore che ormai ha la parola dall’inizio del dibattimento: “Tali atti provenienti dall’autorità giudiziaria ci sono sempre stati e ci sono tanti modi da parte dell’organo giudicante per prenderne visione prima della sentenza”.

15.35 – La Procura Federale prende la parola sulla propria carenza probatoria evidenziata dal TFN in primo grado richiamando la mancanza degli atti penali (ordinanza custodia cautelare e informativa di reato). “E’ questo il presupposto fondante del proscioglimento del TFN – ricorda il sostituto Procuratore Federale Gioacchino Tornatore – noi non possiamo ribattere diversamente sul punto. La Corte dunque deve stabilire se questa carenza probatoria poteva essere superata nel corso del giudizio di primo grado. A nostro avviso – prosegue Tornatore – il TFN aveva un onere di attivazione rispetto a quegli atti che erano alla base dell’atto di deferimento e ripresi al suo interno. Quest’onere è richiamato in sede di giustizia civile e penale”.

15.31 – Al via l’udienza.

15.26 – Sta per iniziare l’udienza.

15.22 – L’organo giudicante della Corte Federale d’Appello è schierata nella sala riunioni numero 3 del palazzo Figc in via Campania. Si attende soltanto l’inizio dell’udienza.

15.12 – Nel merito, se affrontato, si ripartirà dal proscioglimento da tutti gli addebiti dei deferiti contro i quali la Procura Federale ha presentato ricorso immediato. L’accusa punta al ribaltamento del verdetto di primo grado per ottenere la condanna di Catanzaro e Avellino alla retrocessione all’ultimo posto con tre punti di penalizzazione nel prossimo campionato.

15.07 – L’eventuale sentenza potrebbe arrivare già in serata. Non è da escludere infatti che la parole fine slitti ancora con l’incubo di una decisione a fine campionato. Il dibattimento, come già accaduto il 13 aprile, inizierà in ritardo.

15.05 – Gli avvocati di parte Avellino premeranno per la conclusione del processo oggi in modo da agevolare gli scenari inerenti al cambio societario con Italpol alla finestra per affondare il colpo dell’acquisizione della maggioranza delle quote. Eduardo Chiacchio e Innocenzo Massaro non si opporranno all’introduzione degli atti dell’inchiesta penale di Palmi, convinti dell’insufficienza di tali documenti (intercettazioni) ai fini probatori.

15.00 – E’ tutto pronto per il secondo round del processo d’appello in via Campania a Roma. L’accusa e le difese sono in attesa di entrare in aula. Per l’Avellino e i suoi due tesserati coinvolti (Walter Taccone e Vincenzo De Vito) presenti soltanto i legali. C’è Francesco Cozza, al centro dell’eccezione procedurale preliminare dell’udienza del 13 aprile.