L’Italia è il secondo Paese più vecchio al mondo: meno nascite e più cervelli in fuga

L’Italia è il secondo Paese più vecchio al mondo: meno nascite e più cervelli in fuga

16 maggio 2018

Il Belpaese che invecchia. Per essere più precisi, l’Italia, è il secondo Paese al mondo, dopo il Giappone, a registrare un drastico calo delle nascite e una fuga di ‘cervelli’ in costante aumento.

Secondo i dati illustrati dall’Istat, infatti, la popolazione italiana, rispetto al 2017, ha perso 100mila persone con una stima di 168,7  anziani ogni 100 giovani.

Il numero dei residenti in Italia è di 60, 5 milioni di residenti con un’incidenza degli stranieri dell’8,4% (5,6 milioni).

Rimane ancora ampiamente positivo il saldo migratorio: nel 2017 in Italia si registrano 184.000 stranieri in più. Ma in totale siamo di meno, e siamo anche più vecchi. Una vera e propria desertificazione umana oltre che industriale. E i dati peggiori si registrano sempre al Sud.

Per il nono anno consecutivo le nascite registrano una diminuzione: nel 2017 ne sono state stimate 464.000, il 2% in meno rispetto all’anno precedente, nuovo minimo storico.

Per il nono anno consecutivo le nascite registrano una diminuzione: nel 2017 ne sono state stimate 464 mila, il 2% in meno rispetto all’anno precedente e nuovo minimo storico.

Considerando le donne, l’età media alla nascita del primo figlio è di 31 anni nel 2016, in continuo aumento dal 1980 (quando era di 26 anni).

La speranza di vita alla nascita ha raggiunto nel 2017 gli 80,6 anni per gli uomini e gli 84,9 anni per le donne. Ma ci sono fortissime differenze territoriali: il valore più elevato si trova a Firenze (84,1 anni) e nella provincia di Trento (83,8 anni), il valore minimo, invece, si registra nelle province di Napoli e Caserta (per entrambe 80,7 anni).

Grandi differenze territoriali anche per l’aspettativa di vita in buona salute: a Bolzano è di quasi 70 anni (69,3 per gli uomini e 69,4 per le donne) a fronte di una media nazionale di 60 anni per gli uomini e 57 anni e 8 mesi per le donne, mentre i maschi della Calabria e le femmine della Basilicata sono, invece, ai livelli più bassi con un’aspettativa di vita in buona salute alla nascita rispettivamente di 51,7 anni e 50,6 anni.

Aumentano i laureati che “scappano”: sono 25.000 nel 2016 contro i 19.000 del 2013. Ma è in crescita anche il numero di cittadini stranieri che diventano italiani: nel 2016 sono oltre 201.000 le acquisizioni di cittadinanza e si stima che nel 2017 superino le 224.000.