L’Isochimica, come la strage di Acqualonga, si poteva evitare: parola di superconsulenti

L’Isochimica, come la strage di Acqualonga, si poteva evitare: parola di superconsulenti

14 settembre 2018

Renato Spiniello – Quasi come un segno del destino. Sono trascorsi appena due giorni dalla superperizia di Felice Giuliani, il docente incaricato dal giudice Luigi Buono di chiarire le circostanze che portarono il 28 luglio del 2013 alla strage di Acqualonga, dal cui viadotto autostradale persero la via 40 persone, tra cui diversi bambini.

Il titolare di cattedra all’Università di Parma ha parlato di un buco nero nelle manutenzioni, di mancata prevenzione, così come stamane, nell’aula bunker di Poggioreale, sede dell’altro drammatico processo che riguarda l’Irpinia, quello della mattanza di Isochimica, il superconsulente Umberto Moscato, docente di Igiene e Medicina del lavoro all’Università del Sacro Cuore, ha bocciato i dispositivi di sicurezza adottati dall’ex opificio di Borgo Ferrovia, ovviamente riferendosi alle normative dell’epoca (anni ’80).

“La pericolosità dell’amianto blu – ha risposto alle domande dei pm Rosario Cantelmo e Robert Pascot – era nota allora, tanto che gli obblighi in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro da essa contaminati furono recepiti in un’apposita convenzione internazionale promossa dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro. I primi studi sulla correlazione tra l’amianto e alcune neoplasie risalgono addirittura agli anni ’40”.

Secondo il lavoro svolto dal professore, coadiuvato dal collega e attuale presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi, pearaltro a titolo gratuito, nella fabbrica di proprietà di Elio Graziano “non c’erano dispositivi di sicurezza adeguati e molte morti si potevano evitare”.

Ad oggi sono 25 le vittime della fabbrica killer di Borgo Ferrovia; l’ultimo ex scoibentatore, un 65enne, è morto a Napoli appena una decina di giorni fa e la scia di morte rischia di allungarsi ancora.

Il processo, a carico di ventisette imputati accusati a vario titolo di omicidio colposo plurimo, disastro ambientale, omissione in atti d’ufficio, va avanti. Già il 26 ottobre il professor Moscato dovrà tornare a Poggioreale per il controesame dei legali difensori, che oggi ne hanno chiesto il rinvio per impegni indifferibili. Nella stessa sede potrebbe concludersi anche il ciclo di testimonianze degli operai, con gli ultimi sette chiamati a deporre.