Lioni – Prg e progettazioni europee: Lioni dovrà attendere

7 luglio 2005

Lioni – Un comune gettato nell’immobilismo. Una maggioranza squarciata. Un paese che medita su un futuro incerto. E’ questa la Lioni post D’Amelio. Purtroppo, la promozione a palazzo Santa Lucia dell’ex sindaco in gonnella, ora membro della Giunta Bassolino, ha scatenato inconsapevolmente la crisi. Quella irrimediabile rottura all’interno della maggioranza, dalla quale, nonostante gli sforzi, la politica lionese non è riuscita a mettersi al riparo. Ed ora, dopo l’approvazione del bilancio giunta ad acta, a seguito dell’ultima seduta ‘infernale’ di Consiglio comunale (la minoranza e i tre ‘dissidenti’ Di Paolo, Perna e Quagliariello, con la bocciatura del documento contabile, dettato da motivi di non condivisione di scelte, hanno determinato lo scioglimento anticipato della Giunta) gli amministratori restano in attesa di un incontro diretto con il commissario di governo Palma, da pochi giorni insediatosi a palazzo di Città. E mentre i partiti, reduci dello scioglimento anticipato del parlamentino locale, sono alla ricerca di quella formula ‘magica’ che possa alleviare le ‘sofferenze’ di una comunità ora orfana di politica, si fa anche il conto con scadenze importanti che Lioni non potrà più rispettare. Piano regolatore generale, progettazioni europee: sono solo alcuni esempi di quello a cui il comune altirpino dovrà, almeno fino alla prossima legislatura, rinunciare. Solo amministrazione di routine, tutto il resto dovrà attendere. Intanto, le parti politiche non si pronunciano sulle riflessioni ‘a freddo’ di un evento per molti inatteso. Dai ds, però, una rassicurazione: il partito della Quercia continuerà a prendersi cura della comunità lionese anche attraverso il neo assessore regionale, tutte le settimane a Lioni per pratica di segreteria. Insomma, rilanciare la politica degli equilibri non sarà facile: e il prossimo appuntamento alle urne per il rinnovo del mandato legislativo, in seguito al documento pre-scioglimento sottoscritto dai due principali partiti di maggioranza, non lascia presagire facili alleanze. (Antonietta Miceli)