Lioni-Grottaminarda-Contursi, Romano: “Un progetto con ‘troppi’ padri”

6 luglio 2005

Lioni-Grottaminarda-Contursi: una vittoria che ha svelato ‘troppi’ padri. “Le sconfitte di solito sono sempre figlie di sconosciuti”. Così l’ex assessore provinciale ai Lavori Pubblici, Giovanni Romano, in quota Margherita, commenta il ‘successo’ del progetto che porta anche la sua firma. Un commento che, senza giri di parole, arriva dritto al punto: la settimana scorsa l’europarlamentare di Forza Italia, Giuseppe Gargani, ha presentato al Ministro Scajola un emendamento al decreto legge sulla competitività per l’inserimento della Lioni-Grottaminarda-Contursi tra le opere da finanziare. Provvedimento (approvato alla Camera) che ha visto realizzare il sogno, lungo 35 anni, dell’esponente azzurro. “Ma Gargani dovrà continuare a sognare – precisa Romano – Il suo emendamento non è passato e il via libera ai lavori sul tratto viario interessato, è frutto solo del finanziamento stanziato dal Cipe. Non si attribuisse, dunque, meriti non suoi”. Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, ha, infatti, finanziato il progetto di ampliamento per un totale di 560 miliardi delle vecchie lire. La sovvenzione sblocca così l’empasse in cui si era imbattuta l’antica intuizione ‘doriana’. Lo studioso e politico romano, Manlio Rossi-Doria, filomeridionalista doc, ipotizzò per primo, negli anni ’60, un varco che traesse l’Irpinia fuori dall’isolamento. Una intuizione che negli anni 70 fu ripresa dal leader di Nusco. “L’On. De Mita – continua Romano – inserì la Lioni-Grottaminarda-Contursi nel progetto speciale 21. Poi, a causa dello scontro con il partito comunista che voleva mantenere ‘integra’ l’area a vocazione prettamente agricola, non se ne fece più nulla”. Nel 1999 è proprio Giovanni Romano a prendere in mano le redini della situazione, insieme all’Ing. D’Ambrosio Commissario straordinario per la gestione e il completamento delle infrastrutture. Un iter, dunque, lungo oltre quarant’anni, che si conclude con l’avvio dei lavori… ma soprattutto che restituisce la paternità ai legittimi ‘artefici’. (di Marianna Morante)