L’influenza di Federal Reserve sul mercato valutario

L’influenza di Federal Reserve sul mercato valutario

by 9 gennaio 2017

Secondo i principali analisti economici e finanziari, l’aumento deciso da Federal Reserve e dal presidente Janet Yellen, pari al +0,25% era piuttosto prevedibile e scontato. Molto diverso il discorso che invece riguarda gli altri rialzi che ci saranno entro la fine del 2017, che vanno ben oltre le attese. In particolare si noti come questo nuovo trend economico sia apparentemente in antitesi rispetto a quanto preannunciato dal neo presidente Donald Trump, in campagna elettorale.

Detto questo, l’influenza delle decisioni prese da parte di Federal Reserve hanno già avuto effetti sorprendenti sul mercato valutario, e in particolare per quanto riguarda il dollaro statunitense che esce da un periodo piuttosto opaco e spesso fiacco, per una rapida ascesa che lo sta vedendo assoluto protagonista nel campo valutario. Dopo una stagione incerta, il dollaro Usa si sta fortemente rivalutando verso le maggiori e principali valute presenti sul mercato. Abbiamo già notato che il cambio è più che favorevole attualmente verso yen, sterlina inglese, yuan cinese ed euro. In particolare il braccio di ferro tra dollaro e moneta unica dell’Ue potrebbe avere degli effetti piuttosto evidenti per l’economia su scala mondiale, come stiamo già vedendo nel corso delle ultime due settimane. Non solo per quanto riguarda il petrolio e le altre materie prime collegate e collaterali, gli effetti di questo nuovo trend economico sono visibili su vasta scala e stanno dettando la linea per quello che dovrebbe essere il canovaccio da seguire lungo tutto il 2017. Stando a queste previsioni i mercati valutari dovrebbero ancora mostrare il meglio nelle prossime settimane a seguire. Questo dimostra che a volte le azioni da parte di Federal Reserve hanno effetti immediati e positivi sui mercati.

Certo, tutti ricordano ancora lo spavento causato dalla crisi economica del 2008 che sta avendo ancora effetti visibili sui mercati, ma in questo momento gli stimoli fiscali non sono ovviamente necessari per la piena occupazione, ha sostenuto la Yellen. Ci sono tutti i presupposti per parlare di crescita economica, dato che negli Stati Uniti la disoccupazione è scesa sotto il 4,6% e l’inflazione viaggia già in direzione dell’obiettivo dato al 2%. Quello che sta maggiormente a cuore, secondo gli analisti riguarda le cosiddette politiche fiscali proposte da Trump. Gli investitori per il momento hanno espresso fiducia nel nuovo presidente e questo è un segnale piuttosto evidente di questa nuova fase economica per gli Stati Uniti. Con trade.com calendario economico possiamo seguire tutti gli eventi economici relativi all’economia degli Usa e al mercato valutario per il primo trimestre del 2017. Nel corso del mese di gennaio, ci saranno alcune importanti dati in uscita sia per quanto riguarda il discorso Opec, relativo al petrolio, sia per quanto interessa invece Cina, Regno Unito ed Europa. In questo momento l’economia statunitense si trova sulla rampa di lancio e il dollaro in ascesa è solo uno dei segnali più evidenti di questo attuale trend economico. Gli indici hanno chiuso tutti in attivo il 2016 e durante il mese di gennaio le linee guida dovrebbero essere rispettato, secondo copione. L’indice nominale del dollaro statunitense potrebbe raggiungere il picco massimo nel corso di questo mese.