L’endometriosi nei nuovi livelli di assistenza. Ne soffre tra il 5% e il 10% della popolazione femminile

L’endometriosi nei nuovi livelli di assistenza. Ne soffre tra il 5% e il 10% della popolazione femminile

21 marzo 2016

Con un annuncio su Facebook durante la giornata mondiale dell’endometriosi, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha confermato che la cura di questa malattia farà parte dei nuovi Lea, Livelli Essenziali di Assistenza.

In seguito all’iter di aggiornamento dei nuovi Lea, tale patologia al femminile rientrerà infatti nell’elenco delle malattie croniche invalidanti che danno diritto all’esenzione.

I numeri relativi all’endometriosi sono piuttosto alti: in Italia si stimano che le donne che ne soffrono sono oltre tre milioni; una patologia per la quale è difficile effettuare la diagnosi e che non solo può compromette la vita relazionale di una donna, potendo divenire anche invalidante, ma ne mette a rischio la fertilità. Nella maggior parte dei casi essa viene diagnosticata tra i 25 e i 35 anni, quando spesso è trascorso un lasso di tempo già lungo per scongiurare effetti seri e compromettenti.

Cos’è l’endometriosi?

Essa rappresenta una delle principali cause di infertilità femminile. Si stima che ne soffre tra il 5% e il 10% delle donne, ma purtroppo la diagnosi in diversi casi giunge quando è troppo tardi, tra i cinque e i dieci anni dall’inizio della sintomatologia. Essa può essere una malattia di tipo ereditario e il suo sviluppo ha inizio già durante la fase delle prime mestruazioni regolari.

Tra i sintomi più diffusi ci sono diverse forme di dolore acuto: mestruazioni dolorose, dolore pelvico cronico, dolore durante i rapporti sessuali, minzione faticosa oppure associata a sanguinamento. Tale patologia si traduce in un accrescimento del tessuto endometriale in luoghi e posizioni poste al di fuori dell’utero, ad esempio nelle ovaie, nella cavità pelvica, fino alla sua formazione in posti come la vescica o l’intestino.

Si tratta di una malattia che riesce a compromettere la corretta qualità della vita di una donna, fino a incidere in maniera anche determinante sulle sue capacità di riproduzione. Nonostante infatti i trattamenti oggi disponibili accrescano senza dubbio le possibilità di ottenere una gravidanza, l’endometriosi può agire in una riduzione importante della fertilità di una donna, in quanto essa è collegata alla diminuzione della riserva degli ovociti e al peggioramento della loro qualità.