Legge Severino, l’Avvocatura di Stato: “La sospensione non è incostituzionale”

Legge Severino, l’Avvocatura di Stato: “La sospensione non è incostituzionale”

12 ottobre 2015

Nel giudizio in Corte costituzionale (20 ottobre), il premier Matteo Renzi sarà schierato dalla parte della Legge Severino, contro le ragioni del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che poi sono le stesse del Governatore della Campania, Vincenzo De Luca.

Sono sorprendenti, e destinate a fare rumore, le due memorie dell’Avvocatura dello Stato, giunte a Palazzo della Consulta.

Fanno uscire allo scoperto il Governo rispetto a quella legge che, dopo aver causato la decadenza di Silvio Berlusconi, ora potrebbe riportare alla sospensione di De Magistris, ma anche di De Luca.

In sostanza, la legge va bene così com’è e la Consulta dovrebbe dichiarare inammissibile o quantomeno infondato il ricorso del Tar della Campania di un anno fa.

L’udienza pubblica si terrà martedì 20 ottobre e vedrà sul “banco degli imputati” proprio il famoso decreto legislativo del 31 dicembre 2012, comunemente chiamato Legge Severino, quello sull’incandidabilità, decadenza e sospensione dei parlamentari o amministratori locali condannati, i primi in via definitiva, i secondi anche dopo il primo grado.

Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca

L’Avvocatura di Stato e quindi Palazzo Chigi, nell’ultima pronuncia, hanno difeso i cardini della Legge, scrivendo che il ricorso del Tar è “… inammissibile” per la semplice ragione che la Cassazione, cui si era rivolto il Movimento difesa del cittadino con l’avvocato Gianluigi Pellegrino, ha tolto allo stesso Tar la competenza per darla al giudice ordinario, il quale ha confermato la sospensione, ma non ha replicato il ricorso alla Consulta.

Comunque il ricorso in sé non è neppure fondato. Perché i suoi puntelli, “… il ritenuto carattere sanzionatorio della sospensione e la violazione del principio di irretroattività”, sono sbagliati.

La stessa Consulta, “… ha negato che la norma sulla sospensione dalla carica avesse natura sanzionatoria e ne ha affermato la piena compatibilità con la Costituzione”.