Legge 194: Giusto chiede l’istituzione di una commissione d’indagine

15 maggio 2008

Regione – Una commissione di indagine con funzioni inquirenti per approfondire la questione relativa all’applicazione della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza in Campania, alla luce dell’indagine della magistratura, aperta dalla denuncia di un ginecologo, sul presunto mercato degli aborti clandestini. A formulare la proposta, che dovrà essere sottoposta al voto del Consiglio regionale della Campania, è stato il presidente della Commissione Sanità e Sicurezza sociale della Campania, Angelo Giusto, che ha convocato la Commissione d’urgenza a seguito delle notizie sul presunto mercato clandestino di aborti, sul quale sta indagando la magistratura. “Nella nostra regione si assiste ad una aggressione alla legge 194 – ha detto Giusto, esponente di Sinistra Democratica – con una massiccia percentuale di medici obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche che, secondo quanto sembra stia emergendo dalla indagine della magistratura, alimenterebbero un presunto mercato clandestino di aborti. Ho chiesto all’assessore Montemarano di intervenire in audizione per fare chiarezza e proporrò al Consiglio la costituzione di una commissione di indagine con funzioni inquirenti che possa efficacemente, anche avvalendosi della collaborazione con ufficiale di polizia giudiziaria, fare chiarezza su questa sconcertante vicenda”. “Colpiremo con forza ogni forma di doppia morale”. E’ quanto ha affermato l’Assessore alla Sanità della Regione Campania, Angelo Montemarano, a proposito della indagine giudiziaria, provocata dalle denunce di un medico, secondo la quale vi sarebbe in Campania un mercato di aborti clandestini, con ‘tariffe’ che vanno dai duemila ai quattromila euro. “L’assessorato ha già avviato indagini ispettivi in tutte le strutture che praticano l’interruzione volontaria di gravidanza – ha detto Montemarano – e sarà l’inflessibile, fino al recesso dall’incarico, nei confronti di quei medici obiettori di coscienza che risultino praticare interruzioni di gravidanza presso altre strutture”. Nel corso della commissione, riunita dal presidente Angelo Giusto, sono stati resi noti anche i dati statistici relativi alla applicazione della legge 194 in Campania: la regione, con l’8,3 per cento, è di un punto percentuale al di sotto della media nazionale di interruzioni d gravidanza, con circa trenta strutture pubbliche che praticano l’aborto con un periodo medio di attesa di dieci-quindici giorni, salvo il picco negativo del Policlinico Federico II che ha tempi di attesa che vanno dai venticinque ai trenta giorni. E’ stato ricordato, inoltre, che l’assessorato alla Sanità della Regione Campania investe l’1 per cento delle risorse destinate alle Asl alla prevenzione dell’aborto e al potenziamento dei consultori e delle case-parto. Sul tema dei consultori, il consigliere Pietro Diodato ha evidenziato “…l’inefficienza di queste strutture che, invece sono fondamentali per prevenire l’aborto” e ha chiesto una relazione all’assessore Montemarano sullo stato di attuazione di queste strutture. L’esponente di An ha, inoltre, chiesto con forza che “…la Commissione faccia chiarezza sull’operato degli obiettori di coscienza nelle strutture sanitarie della Campania, affinché si reprima con la radiazione dall’albo l’eventuale condotta illecita di coloro che effettuano aborti clandestini”. Il consigliere del PD Giuseppe Sarnataro ha espresso condivisione per la proposta del presidente Giusto di costituire una commissione di indagine con funzioni inquirenti “che riesca a penetrare i dati statistici sulla applicazione della legge 194 e di andare oltre per verificare la realtà vera che esiste in Campania, al fine di individuare le linee fondamentali di intervento per garantire la corretta applicazione della normativa”. Infine, il consigliere di Prc Antonella Cammardella ha sottolineato che “…in Campania c’è una obiezione di coscienza troppo spinta sulla quale va fatta chiarezza, così come non è pensabile di ‘aggredire’ la legge 194 attraverso operazioni di polizia contro le donne o contro gli operatori”. Per questi motivi, Cammardella si è detta d’accordo con la costituzione di una commissione che “…finalmente garantisca la corretta applicazione della legge 194, che resta una grande conquista di civiltà”.


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