Lega Pro, un altro mese di stop forzato ma la ripresa è un’incognita

Lega Pro, un altro mese di stop forzato ma la ripresa è un’incognita

30 marzo 2020

di Claudio De Vito. “I calciatori stanno lavorando in modo tale da ritrovarsi, se mai riuscissimo a completare il campionato, con una base importante di tono e prevenzione perché alla ripresa si giocherebbe in un arco temporale ristretto”. Parola del preparatore atletico dell’Avellino Giuseppe Di Mauro che, dall’esilio forzato in Sicilia, ha rimarcato il coordinamento a distanza dei lupi alla prese con l’allenamento a casa.

Un programma di lavoro che continuerà per tutto il mese di aprile alla luce della proroga della sospensione di ogni attività ad oggi prevista ancora per il 3 aprile. L’accordo collettivo fra Lega Pro e Assocalciatori infatti sarà aggiornato a stretto giro sulla scorta di quello che è l’orientamento, già emerso, del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, pronto a bloccare gli allenamenti per un altro mese. Il Covid-19 in Italia rallenta ma non autorizza ad abbassare la guardia.

Se a maggio il contesto sanitario sarà migliorato, allora si potrà tornare in campo ma per la ripresa dei tornei – verosimilmente a porte chiuse – serviranno tre settimane di preparazione. Uno scenario che stride con il pessimismo del numero uno AIC Damiano Tommaso, non più così sicuro che dalla Serie A a scendere il pallone possa tornare a rotolare per questa stagione. Di contro, il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina preme per la ripresa in tempi congrui tale da scongiurare ricorsi e contenziosi da parte degli scontenti già sul piede di guerra.

Dal canto suo la Lega Pro proverà a riorganizzarsi venerdì mattina durante l’Assemblea dei club, ma prima ancora – giovedì – si confronterà ancora con Figc, altre Leghe, AIC, AIAC e AIA al tavolo inaugurato la settimana scorsa. C’è infatti da dirimere, tra le altre, le questioni stipendi, cassa integrazione, rinegoziazione dei contratti, assolutamente non secondarie rispetto al tema della ripresa dei campionati. Si tratta infatti di misure salvacalcio alle quali la Federazione ha dato precedenza sottoponendole all’attenzione del Governo.