De Conciliis: “Avellino ha scelto Ciampi, pronti a dare il nostro contributo per il governo della città”

De Conciliis: “Avellino ha scelto Ciampi, pronti a dare il nostro contributo per il governo della città”

27 giugno 2018

Vincenzo Ciampi è il nuovo sindaco di Avellino. Nel ballottaggio il candidato grillino, pur partendo con uno svantaggio di 20 punti percentuali sul proprio competitor Nello Pizza, è riuscito a ribaltare i risultati del primo turno.

Parte del merito dell’eclatante sorpasso è della coalizione di centrodestra, che forte del proprio 12% ha sostenuto in modo compatto la linea del candidato sindaco Sabino Morano e del segretario regionale del Movimento Nazionale Sovranista, Ettore De Conciliis, che nell’intervista che segue si presta a un’analisi del voto e prefigura i nuovi sviluppi politici in Consiglio Comunale.

De Conciliis, immagino che sarà soddisfatto del risultato: come analizza l’esito del voto in città e qual è il messaggio che vuole rivolgere ai suoi concittadini?

Ai cittadini di Avellino vanno le mie congratulazioni per aver trovato la forza, la determinazione e il coraggio di dare un voto di rottura, di cambiamento, di discontinuità. Per troppo tempo la città di Avellino ha vissuto nella rassegnazione, remissività, passività e accettazione fatalistica. Sembrava quasi che il regolamento elettorale non scritto prevedesse la vittoria sempre e comunque dei mostri sacri e che non ci potesse essere altra strada per questa città se non quella di far reiterare il potere di chi l’ha sempre comandata addirittura dai tempi della televisione in bianco e nero. Oggi Avellino si ricongiunge con la modernità, oggi Avellino prova a dare una speranza a se stessa attraverso una proposta di governo del tutto nuova e inedita. Ora mi sento di chiedere ai cittadini di essere vicini a questa amministrazione e di accompagnarla. Spero, inoltre, che il nuovo sindaco sappia finalmente avvicinare amministrati e amministratori, cittadini e politica, persone comuni e istituzioni. C’è tanto bisogno di questo in particolar modo nella città di Avellino che purtroppo ha sempre avuto amministrazioni distanti che hanno esercitato un potere soverchiante e coercitivo nei confronti dei cittadini. Oggi finalmente abbiamo superato queste dinamiche.

La città di Avellino ha premiato al secondo turno la proposta di cambiamento, cosa è cambiato nel ballottaggio rispetto al primo turno?

Nel secondo turno il voto è contemporaneamente più politico e più libero mentre nel primo è più personale e controllabile, questo può spiegare la differenza tra i risultati del 10 e 24 giugno. Il risultato (60% Ciampi – 40% Pizza) è francamente la trasposizione dei voti di tutti i candidati a sindaco del primo turno contro Pizza. Nel secondo  turno il candidato del centrosinistra ha finanche diminuito la portata di fiducia del proprio elettorato e i cittadini avellinesi hanno scelto il voto di rottura. Va dato atto a Ciampi di essere stato bravo nel saper intercettare tutto questo consenso ma va altresì detto che questo risultato è suo in parte, in altra parte è il risultato di un cuore pulsante avellinese unico, di un sentimento diffuso e collettivo cui hanno partecipato non solo i cinque stelle ma anche il centrodestra e tutte le sigle che si erano poste in contrapposizione all’amministrazione uscente. Tutti insieme abbiamo contribuito a questo meraviglioso risultato.

Ora che succede?

Ora bisogna fare i conti con la democrazia sovrana avellinese che conferisce la maggioranza dei consiglieri comunali al centrosinistra e a Ciampi il ruolo di primo cittadino. È evidente che per rispettare entrambi questi aspetti della sovranità popolare della città non resta che dare a Ciampi la possibilità di provarci. Per rispettare pienamente la volontà degli avellinesi il sindaco Ciampi e i consiglieri eletti hanno il diritto e il dovere di provare a formare una  maggioranza che si terrà insieme sui provvedimenti più urgenti e necessari.

Si parla di giunta tecnica: il tecnico esclude il politico o le due cose possono convivere?

Si ragiona come sempre trovando il giusto equilibrio. Non esiste tecnicismo al di fuori di una visione complessiva che deve dare la politica e non esiste una politica seria e competente che non si sappia confrontare con la professionalità e l’ingegno tecnico. È evidente che anche da questo punto di vista tecnico noi siamo pronti a dare il nostro contributo tanto politico quanto autorevolmente tecnico.

Ciampi ha già raccolto i programmi delle altre coalizioni per trovare dei punti di convergenza, quali sono i punti fondamentali del vostro programma?

Questa determinazione di Ciampi è lodevole e si inserisce nel solco del rispetto della volontà degli elettori. Il primo passo per un buon governo è il confronto tra i gruppi consiliari. Ed è il modo migliore per affrontare una stagione di governo plurale che tenga conto di tutte le altre posizioni in campo e di ogni altra sensibilità. Per quanto ci riguarda crediamo che il centrodestra attraverso la prestigiosa candidatura di Morano e delle sue quattro liste abbia dato un contributo serio e concreto dal punto di vista programmatico proponendo una serie di interventi mirati che puntano a rendere Avellino una città più vivibile, economicamente più dinamica, vicina alle imprese e ai cittadini. Nel nostro programma sono trattate numerose tematiche: sicurezza, imprenditoria, vivibilità, sviluppo urbanistico e attenzione ai quartieri periferici, tutela delle fasce deboli. Sarò felice di confrontarmi con il nuovo sindaco di Avellino nella mia veste di dirigente politico insieme ai nostri eletti in consiglio comunale. Colgo, quindi, l’occasione per salutare l’elezione nelle liste della Lega di un candidato espressione del Movimento Nazionale per la Sovranità, Damiano Genovese, che testimonia come all’interno della Lega trovi spazio ed espressione anche quella componente di destra che abbiamo rappresentato con varie candidature tutte importanti e propositive e tutte caratterizzate da significativo sostegno elettorale.

Ecco, cosa unisce la Lega e il Movimento Nazionale per la Sovranità?

Fra noi e la Lega sussiste un rapporto stretto di sinergia politica, radicamento e consenso. Complessivamente nella lista della Lega la proposta politica e programmatica del Movimento Nazionale è evidente, percepibile, significativa e particolarmente apprezzata dagli elettori. Come Movimento Nazionale per la Sovranità abbiamo contribuito non poco alla composizione della lista della Lega e devo ringraziare il segretario Govetosa per averci concesso cittadinanza e spazio. È importante capire che al Sud il binomio Lega-Movimento Sovranista è oltre che interessante e fondamentale anche utile ad entrambe le parti. La Lega incamera la componente della destra nazionale e si arricchisce di pensiero, di dibattito, di cultura e radicamento; il Movimento Sovranista trova nella Lega un contenitore moderno e persuasivo nei confronti dell’elettorato. Il centrodestra oggi non può fare a meno della Lega, una realtà politica che si candida non solo a guidarne i fenomeni ma anche a caratterizzarne l’iniziativa politica creando attorno alla figura di Matteo Salvini finalmente anche in Italia un polo sovranista e identitario. Dopo decenni di pensiero unico politicamente corretto oggi nasce, fiorisce e cresce un progetto che rimette al centro gli interessi nazionali e identitari.  È un vento di pubblica opinione che ha dimostrato la propria forza con la Brexit; una corrente di pensiero la nostra che già esiste nel mondo occidentale e che ha come fari due grandi leader mondiali come Trump e Putin.