Le verità di Mancino: “Con De Mita strade diverse da dieci anni, io volevo solo mettere insieme la Sinistra”

Le verità di Mancino: “Con De Mita strade diverse da dieci anni, io volevo solo mettere insieme la Sinistra”

2 luglio 2018

Renato Spiniello – “Io e De Mita abbiamo vissuto esperienza diverse da almeno dieci anni. Ad Avellino mi hanno chiesto più volte di candidarmi a sindaco, io ho rifiutato perché a 86 anni non ci si può certo candidare, che poi quelle persone che mi hanno fatto la proposta sono le stesse che hanno scritto sui giornali o su fogliettini buttati in mezzo alla strada la mattina che sono anziano. Ma come? Prima mi volete far candidare e poi mi dite che sono anziano?”

Nicola Mancino, ex Senatore, Ministro e Presidente del Senato, tira fuori tutte le sue verità in occasione di un evento pubblico organizzato a San Michele di Serino, in Piazza Vittoria, per far mettere attorno allo stesso tavolo Partito Democratico, Liberi e Uguali e Art.1 Mdp, con lo scopo di creare un dialogo a sinistra a seguito della doppia batosta sul fronte politico e amministrativo.

“Il 4 marzo sono solo andato a votare, mentre alle amministrative di Avellino non sono neanche elettore – precisa l’ex vicepresidente del Csm – la domanda sull’analisi del voto deve essere rivolta a chi doveva riflettere sulla sconfitta e non lo ha fatto”.

E a chi lo addita tra gli artefici della coalizione che alle comunali ha sostenuto la candidatura a sindaco di Nello Pizza, Mancino ha voluto precisare: “Ho solo cercato di mettere insieme la sinistra, ma la sinistra è scomparsa perché alcuni esponenti hanno voluto indicare dei candidati, mentre io non l’ho fatto, e questi candidati erano persone impopolari o sconosciute che alla fine hanno preso pochissimi voti. De Mita ha aderito a questa mia proposta, per altro in un incontro a casa mia”.

Le responsabilità dell’esito del voto, secondo quello che un tempo era tra i maggiori esponenti della Sinistra di Base, le condivide anche il Partito Democratico, che al ballottaggio “ha preferito latitare, ma d’altronde il Pd non c’è ad Avellino così come a Roma”.

Pizza, invece, nonostante le critiche ricevute particolarmente negli ultimi giorni, era “un candidato serio”. E a chi mette in dubbio la sua popolarità, Mancino precisa: “se non è conosciuto un avvocato di grande rilievo, in ascesa e di cui tutti parlano bene, allora chi è conosciuto? Io continuo a dire che era e resta un candidato serio”.