Lavoro nero, Pirozzi tra dati e soluzioni

5 marzo 2006

“Nel corso di questi primi mesi del 2006 alta è stata l’attenzione del movimento sindacale Irpino sulle problematiche del contrasto al lavoro sommerso e nero”. E’ la nota di avvio dell’ex segretario regionale della Cgil Raffaele Pirozzi. “La richiesta della funzionalità e dell’agibilità degli organismi preposti a questi obiettivi, è un ottimo esempio di questa attenta vigilanza. Perché i dati comunicati dalla Guardia di Finanza stanno a testimoniare l’alto livello, non più sostenibile, di violazione contrattuale e delle leggi sociali a cui è giunta la realtà sociale – economica della provincia di Avellino. Diverse conferenze stampe sono state tenute, varie prese di posizioni si sono succedute, alcuni congressi di categoria hanno trattato l’argomento analizzando, nel profondo, il fenomeno e facendo proposte sensate, ma tutto è rimasto immobile . I quattro Segretari provinciali delle organizzazioni sindacali -CGIL, CISL, UIL, UGL hanno all’unisono richiesto, per gli ispettori del lavoro, l’agibilità, amministrativa attraverso l’aumento della dotazione finanziaria. E’ una buona iniziativa che il Sindacato assuma l’impegno della funzionalità degli organismi deputati al contrasto del lavoro nero e sommerso . E’ importante, ma non esaustivo, perché per raggiungere gli obiettivi ambiziosi che si sono posti, è necessario definire una strategia di contrasto che investe diversi organi dello Stato e lo stesso sindacato deve essere, in prima fila, in questa in questa battaglia di civiltà.. La Guardia di Finanza ha rilevato che le violazioni contrattuali sono estese ed investono: edilizia, agricoltura e comincia a fare capolino nell’industria. Il Prefetto di Avellino dovrebbe definire un coordinamento permanente formato dall’ASL, Ispettorato del lavoro, Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza con l’obiettivo di combattere le illegalità diffuse. Il sindacato, che ha una presenza diffusa sul territorio e nelle aziende, dovrebbe divenire attore principale dell’iniziativa del coordinamento permanente mantenendo costanti rapporti con esso. Fare emergere il lavoro sommerso e nero, stimato in Campania intorno al 25% dell’economia, non è una questione di qualche giorno o settimana è una battaglia dura e lunga ed è indispensabile l’impegno di tutte quelle forze interessate ad uno sviluppo ordinato, stabile dove i diritti siano rispettati. Ad Avellino bisogna evitare quello che è avvenuto in alcune province della regione dove analoga iniziativa fu varata,dopo l’ennesima morte bianca in edilizia, con grande clamore e battage pubblicitario, e tutto si è arenato. In un’economia largamente controllata dalla malavita organizzata nessuna sorpresa se vi una violazione dei diritti dei lavoratori così ampia ed estesa. Gli stessi sono costretti a firmare buste –paga di importo superiore a quello realmente percepito, cresce il numero degli immigrati clandestini ed il sindacato ha poco spazio per esercitare il suo ruolo e la sua importante funzione. Per questo il Sindacato e le istituzioni avellinesi vanno lodate e sostenute per l’impegno che stanno mettendo nelle iniziative per affermare una sana economia dove diritti e doveri siano garantiti e rispettati”.