“L’Australia è una terra promessa. Delusa dall’Irpinia ma spero, un giorno, di tornare”

“L’Australia è una terra promessa. Delusa dall’Irpinia ma spero, un giorno, di tornare”

13 gennaio 2016

Pasquale Manganiello – “Andare via dall’Irpinia ed emigrare all’estero potrebbe avere come obiettivo quello di ritrovarsi e capire cosa si vuole davvero dalla propria vita. Per me è stato così.”

Giovanna Sollazzo, irpina doc originaria di Bonito, ha deciso poco tempo fa di dare una svolta totale alla sua vita. Dopo aver conseguito il diploma di liceo classico, ha scelto di frequentare il corso di economia all’Università di Napoli, spinta dal desiderio di avere un lavoro che le permettesse di guadagnare molto.

In seguito alla laurea ed accorgendosi che quella città e quel corso non potevano darle ciò che desiderava, ha optato per fare la specialistica al nord, lì dove le aziende sono più presenti. Trasferitasi a Torino ed avendo frequentato quella che definisce “un’ottima università, organizzata bene e molto qualitativa”, Giovanna ha cominciato a mandare curricula ed a fare dei colloqui. Il terzo di questi è andato a buon fine con la Leroy Merlin. In quell’azienda ha iniziato a lavorare terminando la specialistica con non poco impegno. Dopo 4 anni di lavoro, ecco la svolta:

“Prima di partire ho lavorato 4 anni per la Leroy Merlin, una multinazionale francese, nel ruolo di capo settore commercio. Ho trovato quel lavoro mentre ancora facevo la specialistica di Business administration a Torino. Ho lavorato per loro prima a Verona, poi a Bari, poi ho fatto l’apertura del negozio di Udine e poi Verona ancora. Il mio ruolo era quello di manager di due reparti. Il lavoro era molto impegnativo, la paga decisamente buona. Ma già dal secondo anno avvertivo che non era un lavoro che avrei potuto fare a vita, dato l’impegno di tempo che richiedeva.

Lavoravo 12 ore al giorno e sentivo di non avere più le redini della mia vita. Con il mio compagno, convivente, architetto sottopagato, abbiamo cominciato quasi per gioco a pensare di mollare tutto e partire. Dopo un annetto circa di valutazioni abbiamo pensato che l’Australia potesse essere una buona opzione. E alla fine siamo partiti.”

Perché l’Australia?

“Perché in effetti è una terra giovane, dove tutto è ancora possibile. Qui ora faccio dei lavori che assolutamente non rispecchiano i miei studi. Il mio livello di inglese non era e non è perfetto, ma accettabile per lavorare in un ristorante italiano, dove non richiedono un alto livello di inglese e il cliente associa la lingua alla genuinità del prodotto.

Abbiamo cominciato entrambi in due ristoranti. Poi lui ha trovato un lavoro con una ditta di piastrelle dove si occupa di progettazione e di controllo qualità sul cantiere e ha lasciato perciò il ristorante. Il suo lavoro si svolge di mattina per cui ho cominciato a cercare anche io ed ho trovato un lavoro in una pasticceria, impiego che occupa 3 giorni a settimana di mattina e che ci permette di spendere il resto della giornata insieme. Per i rimanenti giorni lavoro ancora al ristorante.”

Cosa ti manca dell’Irpinia?

“Dell’Irpinia mi manca la mia famiglia, gli amici e quando mi trovo a pensare al futuro non lo immagino qui in Australia ma lì; motivo per cui, per ora, mi accontento di questi lavoretti perché mi consentono di vivere e di viaggiare in questo splendido territorio, anche se non sono attinenti ai miei studi. Mi spiego: se volessi lavorare, ad esempio, come commercialista dovrei studiare per un paio d’anni qui, perché il lavoro c’è ma bisogna studiare ed investire molto denaro per farlo. Se decidessi di rimanere qui lo farei.

Vale sempre la pena investire dei soldi per studiare e avere un lavoro che ti permetta di guadagnare bene con orari normali, ma per ora non me la sento di impiegare denaro in questo senso se comunque la mia idea, al momento, è quella di tornare. L’obiettivo attuale, oltre alla grande esperienza che sto facendo, è imparare bene l’inglese in modo da spenderlo poi in Italia.”

Com’è la tua vita in Australia?

“Io mi sento bene, libera e finalmente padrona della mia esistenza. Ho molto più tempo libero e vivo il lavoro come un mezzo per vivere la mia vita, non come il fine. Noi giovani all’estero siamo stati delusi dalla nostra terra pur amandola, cerchiamo un riscatto. Certo, ogni esperienza è personale, c’è chi lo fa solo per guadagnare di più, ma per qualcun altro uscire e allontanarsi potrebbe avere come obiettivo quello di ritrovarsi e capire cosa si vuole davvero dalla propria vita. Per me è stato così.”

Propositi per il futuro?

“Il mio proposito per il futuro, come dicevo, è quello di tornare in Italia, dato che la mia famiglia è lì, e avere con me un bagaglio di esperienza e una lingua in più dalla mia parte che potrà aiutarmi a trovare un lavoro. Ad oggi, però, vivo pienamente il mio presente e mi prendo tutto il bello che questo grandissimo Paese può darmi. Metto anche in conto che potrebbe succedere che io cambi idea e voglia rimanere qui in Australia. Staremo a vedere.”