Lauro – Sabato presentazione de ‘Il Grido del lupo” di Picardo

22 agosto 2014

Lauro entra nel vivo dell’estate con gli appuntamenti culturali stilati dall’assessore alla Cultura, Florisa Siniscalchi. Sabato 23 agosto alle ore 19, presso l’Auditorium del complesso san Filippo Neri, verrà presentato il libro “Il grido del lupo” di Gerardo Picardo, giornalista di Adnkronos, che svelerà l’inedita storia del brigante Pascale Riccio di Lauro e dei suoi compagni. Interverranno con l’autore il sindaco e l’assessore alla Cultura di Lauro, Antonio Bossone e Florisa Siniscalchi.

I briganti sono come le donne del Sud: si lasciano trovare solo quando vogliono. Accade per gioco, per destino, a volte per mano di un vecchio antiquario che carte della memoria tornino a parlare. Questo documento è una straordinaria testimonianza sui briganti. Misura 15 cm x 11, in tutto 16 piccole pagine ingiallite dal tempo. Talmente sottili da essere legate con una sola cucitura in cotone nero, che ne stringe le parole tra le pagine 8 e 9. E’ la Istoria Della vita, e Morte, uccisioni ed imprese di Pascale Riccio di Lauro e suoi compagni, Napoli, presso Avallone 1847. Un gioiello – a quanto risulta dalle ricerche effettuate da studiosi come Paolo Izzo – di cui saranno stati stampati non più di 40 esemplari. Non ne ho trovato traccia in alcuna biblioteca né nei siti specializzati in libri antichi. Solo una menzione ricorre nel Catalogue of the library at Abbotsford.

La storia si svolge all’ombra del Castello Lancellotti, a Lauro, splendido paese in Irpinia. E’ una vicenda che fa parlare gente del popolo e potenti, destino e voglia di riscatto, Lauro e Monteforte, Montoro e Sarno. E’ nu cunto (un racconto) in versi. Chi lo pronuncia ad alta voce lo avrà raccolto dai boschi verdi di Lauro e si esprime così perché vuol lasciare un ricordo nel cuore della gente, tra i paesi di pietra appesi ai burroni e la memoria contadina che è più forte del sangue di ogni attesa. “Finisco il canto e vi bacio le mani. Il poeta pisciavinolo Napoletano”, recita l’ultima strofa.

In mezzo, parole di vita e morte, affronti e schiaffi, rincorse e vendette tra pietre e Ttaverne. Un viaggio nella parola perduta che vogliamo far gustare al lettore nella traduzione letterale di un testo del quale restano espressioni forti. Una di esse dice: “Fra me e te solo facciamo la lita / O tu mi ammazzi o ti levo la vita”. Alla maniera defeliciana, presentiamo il testo come è stato scovato da noi. Nella sua nudità e bellezza, ricordando un’altra espressione che la sapienza irpina ci raccomanda e il testo ricorda: “Ca diceva lo proverbio veramente, Peggio avere un nemico che averne cento”.

Un documento di valore, che sabato sarà donato dall’autore al Comune di Lauro. Perché solo la forza della cultura e del pensiero libero, nella terra dei lupi, può costruire veri progetti per il domani.