L’Associazione ‘Il Carro’: “La crisi amministrativa rischia di affossare la tradizione di Mirabella”

L’Associazione ‘Il Carro’: “La crisi amministrativa rischia di affossare la tradizione di Mirabella”

21 agosto 2018

L’Associazione “Il Carro” di Mirabella Eclano esprime tutta la sua preoccupazione per la crisi politica esplosa all’interno della casa comunale. Attraverso una nota stampa, i membri dell’associazione si rivolgono direttamente ai consiglieri dimissionari  “Il carro – dicono in un passaggio – versa in condizioni pietose, con questo atteggiamento state definitivamente affossando una tradizione che concorre per ricevere il patrocinio dell’Unesco”.

Ecco il comunicato integrale

La grande Tirata del Carro di Mirabella sfuma giorno dopo giorno facendo concretizzare il vero incubo per tutti i fedeli e i Mirabellani. Una notizia quella di ieri che ha spiazzato tutti, nel vero senso della parola.

Anche la minoranza consiliare del comune Irpino ha rassegnato le sue dimissioni. Quella minoranza che ha votato la sfiducia al sindaco. Il voto sul bilancio parlava chiaro, perché allora rassegnare anche le dimissioni? Perché tutto questo accanimento contro la comunità? Perchè avvalorare ancora di più la tesi del complotto contro il paese e contro la tirata? Si vuole usare, come ormai ogni anno la tirata per scopi politici?

Il voto contrario al bilancio, ricordiamo a chi non è pratico di procedure amministrative, è di per se una dissociazione formale quindi perché dimettersi se si è già minoranza e quindi opposizione?

La nostra paura è che si stia facendo di tutto per isolare il nuovo commissario e lasciarlo li inerme a prendere decisioni che molto probabilmente non prenderà viste le assolute incapacità di maggioranza e opposizione.

Chiediamo lumi a tutti quanti vogliano intervenire nel dibattito. Ovviamente ci aspettiamo una risposta dai dimissionari consiglieri: perché volete uccidere un cadavere? Il carro versa in condizioni pietose, con questo  atteggiamento state definitivamente affossando una tradizione che concorre per ricevere il patrocinio dell’Unesco.

Ora attendiamo una seria risposta”.