Landolfi e Viespoli: “Stop alla cupola di potere”

6 marzo 2006

Avellino – Basta ai “capitolati della Margherita”. Stop alla “cupola di potere”. Sì all’Irpinia del cambiamento, della nuova classe dirigente, della filiera dello sviluppo. Sì all’Irpinia dei giovani e non, “stanchi dell’arroganza del potere della Dc”. Parole che fanno eco nella Federazione di An protagonista del battesimo politico di Giulia Cosenza, la giovane imprenditrice irpina nella lista dei papabili alla Camera dei Deputati alle spalle di Gianfranco Fini, Mario Landolfi, Edmondo Cirielli.
Al tavolo: il capogruppo regionale di An Franco D’Ercole, il presidente provinciale Modestino Iandoli, “che hanno dimostrato di essere vera classe dirigente”, i Ministri Mario Landolfi e Pasquale Viespoli, e ancora Ettore De Conciliis, la stessa Giulia Cosenza che in poche battute riassume il suo impegno futuro: “Metterò a disposizione forza ed energia per coronare il mio sogno e quello dell’Irpinia che vuole essere motore di sviluppo”.
E’ su Cosenza che Alleanza Nazionale conta “per rompere – continua l’on. D’Ercole – l’egemonia che è stata esercitata dagli uomini della Dc che si sono arrogati il diritto di gestire l’Irpinia”.
Una candidatura di “rottura che vuole andare incontro ad un bisogno avvertito dalle popolazioni. Conosciamo bene il territorio. Abbiamo le idee chiare. Crediamo di mettere insieme la nostra esperienza politica integrandola con quella imprenditoriale. La sua candidatura è di apertura rispetto a quanto avviene negli altri partiti. Candidiamo una signora che però può essere considerata una ragazza rispetto ad un capitolato della Margherita che ha in media 78 anni”.
Spazio ai giovani, che in questa tornata sono rappresentati da Ettore De Conciliis in corsa per la Camera dei Deputati al numero 9, Giovanni D’Ercole al 17esimo posto, Ines Fruncillo 26esimo. Candidature di servizio, come quella di Umberto Cammino, ma non per questo meno importanti a centrare l’obiettivo comune: la “liberazione dalla cappa di nomenclature che continua ad esistere. Bisogna incidere sull’apparato di potere vincolato ad alcuni meccanismi. E’ una – dichiara De Conciliis – battaglia moralmente giusta così come moralmente giusto è il nostro impegno”.
Che vede protagonista il “partito aperto”, rispettoso del territorio e della sua inclusione. “Siamo convinti che valgano i simboli oltre alle persone. Abbiamo fatto il possibile – continua il Ministro al Welfare – per dimostrare che il partito aperto lo vogliamo costruire. A differenza degli altri che si sono aperti alle famiglie, noi ci siamo aperti alla società. Abbiamo voluto dimostrare come si costruisce il modello federalista e della classe dirigente. E’ chiaro che se una persona che manca dall’Italia da 20 – 40 anni e si trova a venire in occasioni delle Politiche del 2006, se scorre i capilista del centrosinistra, credo che un dubbio emerga: si chiederà che anno è. Ritengo che questo non vada sottovalutato. Quando non si costruisce classe dirigente non si esercita la leadership”. E poi…la chiara stilettata che travolge in pieno Nicola Mancino: “Dove era quando si approvava la riforma del titolo V della Costituzione? Dove era quando dalla stessa è sparita la parola Mezzogiorno?”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il Ministro Mario Landolfi che aggiunge l’apertura di An alle donne.
“Non abbiamo adempiuto ad una pratica ma abbiamo aperto alle donne. Si tratta di lungimiranza ed intelligenza politica. E’ la prima tappa di un processo politico. La candidatura di Cosenza è sicuramente la rottura dell’egemonia. Con lei inizia la riconquista del territorio. Questa legge elettorale obbliga a scegliere per la territorialità. E noi l’abbiamo colta. Non ci faremo sfuggire l’opportunità di fare dell’Irpinia un territorio dove si fa politica e non dove persiste la cupola di potere”.
Frecce avvelenate che rimboberanno – ne siamo certi – nella sala del cinema Partenio domenica 12 marzo. In quella occasione Gianfranco Fini incontrerà l’Irpinia.
(di Teresa Lombardo)