L’allarme della Fillea Cgil Avellino: «Edilizia, diminuisce la massa salariale»

L’allarme della Fillea Cgil Avellino: «Edilizia, diminuisce la massa salariale»

13 giugno 2015

L’analisi delle condizioni dello sviluppo e delle situazioni di criticità in provincia di Avellino, già proposta per la sanità e per i trasporti, si arricchisce del contributo della Fillea Cgil, che ha prodotto il report sulle condizioni del settore delle costruzioni.

Le riflessioni e le proposte delle categorie saranno il punto di partenza della discussione della prossima conferenza di organizzazione che si terrà venerdì e sabato prossimi, 19 e 20 giugno, presso il Country Club di Picarelli.

Cgil e Fillea Cgil rilanciano l’azione per la ripresa del settore delle costruzioni alla luce dei dati Cassa Edile che restituiscono una fortissima contrazione del comparto. La massa salariale al 2014, fa registrare una diminuzione del 47.42%, in pratica nel quinquennio 2009/2014 si è dimezzato il monte salario dei lavoratori delle costruzioni. Diminuzione sostanziale anche sul fronte delle ore lavorate con una diminuzione del 39%

Nel solo 2014 un’impresa su 5 in provincia di Avellino è scomparsa, con una contrazione degli addetti superiore al 38%.

«In merito a questo quadro – dichiara Vincenzo Petruzziello, segretario provinciale della Cgil di Avellino – avanziamo una precisa proposta relativa ai pochi cantieri aperti nell’ambito dei finanziamenti del capitolo di accelerazione della spesa. Chiediamo una proroga del termine della rendicontazione, previsto per il 31 dicembre 2015. Un termine che riteniamo asfissiante, che di fatto ha suggerito a molte imprese, seppur aggiudicatarie dell’appalto, di non avviare i lavori e a molti Comuni di non presentare i progetti per il timore di non poter rispettare tale termine. In molti dei casi in cui i cantieri sono stati avviati  è verosimile il rischio di non rispettare il termine per la rendicontazione con i Comuni che rischiano di dover pagare con soldi delle proprie casse i lavori avviati».

«Con questo vincolo – spiega Toni Di Capua, segretario provinciale della Fillea – non vi è stato alcun beneficio dall’accelerazione della spesa per il settore delle costruzioni. Vi è una evidente differenza tra i decreti emessi ed i lavori appaltati. Molte imprese, invece, hanno dovuto esporsi finanziariamente per anticipare i fondi necessari all’acquisto dei materiali e pur avendo avviato i lavori non hanno registrato alcun pagamento degli stati di avanzamenti. In alcuni casi, con l’opera anche a buon punto, non sono è stato corrisposto nemmeno il primo stato di avanzamento. Si rischia di depauperare ulteriormente il comparto e di non procedere al completamento delle opere o all’avvio delle stesse, seppur appaltate».

Altro capitolo riguarda la Lioni-Grotta per la quale da mesi si è firmato il protocollo sulla legalità. L’opera inaugurata diverse volte, attende ancora la conferma della disponibilità dei fondi del cofinanziamento regionale. Da tempo gli unici interventi messi in campo afferiscono alle disponibilità di 70 milioni di euro del Ministero del Lavoro.

“Rappresentano una goccia inconsistente – osserva il segretario della Fillea – i pochi interventi pubblici nel capoluogo, su piazza Libertà, corso Europa, Vallone Fenestrelle e la messa in sicurezza di alcuni edifici scolastici. Ben poca roba rispetto alle necessità di un comparto che ha riposto nelle misure di accelerazione della spesa ben altre speranze del tutto disattese”.

Proprio dal fronte dell’edilizia scolastica potrebbe, invece, arrivare una consistente boccata d’ossigeno per il settore delle costruzioni, considerata la disponibilità di 36 milioni di euro per la ristrutturazione di 19 edifici scolastici irpini.

“Anche in questo caso – conclude Di Capua – occorre cantierare gli interventi ed invertire la tendenza del settore”.

Le proposte della Cgil e della Fillea sul rilancio dell’edilizia saranno proposte in occasione della Conferenza di organizzazione ai consiglieri regionali neo eletti, invitati a prendere parte al confronto.