Laceno tra storia e natura: al Museo un itinerario per salvaguardare i reperti del territorio

Laceno tra storia e natura: al Museo un itinerario per salvaguardare i reperti del territorio

22 giugno 2019

A Laceno una sala espositiva per raccontare la storia della località. Un itinerario turistico/culturale che ripercorre la storia attraverso i reperti ritrovati sul territorio.

“Siamo certi – affermano gli ideatori – che questo non possa che incentivare la conoscenza della località, una occasione per riflettere sulla propria storia e sulle proprie tradizioni, e stupire con novità culturali – con reperti e documenti – e aprire nuovi percorsi turistici”.

La sala raccoglie numerosi reperti, frutto di donazioni, ricchi di storia, di arte, di curiosità, di leggende. I curatori che si dedicano all’iniziativa, senza scopo di lucro e nel tempo libero, lo definiscono il centro di lettura della storia locale.

“Conoscere la storia del territorio in cui si vive – spiega il curatore Michele Nigro – è importante per l’identità di una comunità, perché ci fa sentire parte di un percorso, che ha radici antiche. Ci fa capire i processi storici, culturali, economici ed artistici che ci hanno portato ai giorni nostri.”

“La finalità dell’iniziativa museale, spiega Michele Nigro, è che la collezione non è e non può essere solo un contenitore destinato alla conservazione e all’esposizione ma deve valorizzare il patrimonio che contiene comunicandolo ai suoi utenti; che, essendo luogo privilegiato della trasmissione della memoria, deve colmare per quanto è possibile la distanza tra oggetto e visitatore, facendo in modo che quest’ultimo integri il passato col proprio presente attraverso un’esperienza non solo cognitiva ma anche emozionale”.

L’esposizione è divisa in due parti. Una dove si ripercorre la storia del territorio degli ultimi duecento anni, l’altra dedicata agli antichi mestieri bagnolesi. Nel programma della prossima estate sul Laceno, sono previste alcune mostre con foto d’epoca dedicate ad alcuni eventi dei primi anni del ‘900, commentati dal ben noto storico locale prof. Michelino Nigro.