Laceno d’oro,omaggio a Elvira Notari e consegna premio”G. D’Onofrio”

22 agosto 2014

Il Laceno d’Oro rende omaggio a Elvira Notari, illustre donna salernitana, napoletana di adozione, di chiara fama italiana e internazionale.
Sarà inaugurata questo pomeriggio (ore 18), nel carcere borbonico di Avellino la mostra dedicata a Elvira Coda Notari, pioniera del cinema muto italiano che fu produttrice, regista, sceneggiatrice e geniale imprenditrice della Films Dora, assieme al marito Nicola e al figlio Eduardo Notari.
Venti pannelli ricchi di immagini e di notizie storiche, un’installazione video composta da reperti filmati, dall’intervista al regista Mario Franco e dalla trasmissione “Guagliò, ciak si gira!”. Nelle dieci serate di esposizione è prevista la proiezione dei tre lungometraggi sopravvissuti – “Fantasia ‘e surdato”, “E’ piccerella” e “ ‘A santanotte”, sonorizzati dal vivo dai compositori Giosi Cincotti e Rocco De Rosa.
La Cactus filmproduzioni da più anni è impegnata al recupero di materiali filmati, documenti, testimonianze, da impiegare nel suo prossimo progetto filmico, un documentario dedicato alla memoria della regista salernitana, coinvolgendo studiosi, attori e maestranze tutte campane. Un progetto già in fase di realizzazione e che, grazie al Festival cinematografico Laceno d’Oro, crea un primo appuntamento con una mostra sulla regista, occasione di riflessione e di approfondimento, in linea con l’esperienza del precedente progetto film e mostra itinerante “Munnizza” dedicati a Peppino Impastato e a sua madre Felicia, prodotto dalla cactus e dall’associazione “Libera, nomi e numeri contro le mafie” di don Luigi Ciotti.
Tra il 1913 e il 1928 la Films Dora produsse circa sessanta lungometraggi e più di cento cortometraggi, quasi tutti di grande successo. Con l’avvento del Fascismo, la Films Dora sarà messa a dura prova dalla censura e tenuta a margine dal mondo del cinema, che va accentrandosi a Roma, fino a provocarne il fallimento. Anche gli storici del cinema muto non le rendono i dovuti onori, relegando la sua opera in poche righe approssimative, sicuramente in parte perché è scarsissima la documentazione e tre sono i soli lungometraggi sopravvissuti al tempo e all’incuria.
Grazie a Mario Franco, autore del libro “Il mare, la luna, i coltelli”, scritto insieme allo storico Stefano Masi (pubblicato da Tullio Pironti Editore – 1988) e della trasmissione “Guagliò, ciak si gira!” (1979), Elvira Notari riprende vita per la puntuale e appassionata ricerca e per il fortunato incontro del regista con Eduardo, detto “Gennariello”, principale attore dei film di Elvira Notari, sua madre.
A Fabio Mollo il premio “Giacomo D’Onofrio” come autore emergente.
La giornata odierna vedrà salire sul palco di Piazza Del Debbio, alle ore 21.30 circa, il giovane regista Fabio Mollo, classe 1980, cui il Festival Laceno d’Oro attribuirà il premio “Giacomo D’Onofrio” quale autore emergente. Nato a Reggio Calabria, Fabio Mollo si è laureato a Londra presso la University of East London con il BA Honour Bachelor of Arts in Visual Theory, Film History. Dopo gli studi ed il diploma di regia ottenuto presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, ha partecipato da assistente alla regia a diversi film. Numerose le attestazioni ricevute nel corso della sua giovane carriera, tra cui spiccano il Premio Giovani Registi Italiani – Young Italian Filmmakers Prize dell’Istituto di Cultura Italiano di New York nel 2011 e il Nastro d’Argento 2014, per il film “Il sud è niente” come miglior regista emergente.
Gli occhi sulla città
Oggi sarà anche il giorno del concorso di cortometraggi “Gli occhi sulla città – Il cinema tra gli spazi urbani”. Alle ore 21 circa la premiazione, in Piazza Del Debbio, dei lavori vincitori, selezionati dalla giuria presieduta da Jia Zhang-ke, e composta dal regista avellinese Antonello Matarazzo e dal critico cinematografico Pietro Masciullo, collaboratore stabile con la cattedra di Metodologie di Analisi del Film presso La Sapienza – Università di Roma e firma abituale di riviste come Uzak, PointBlank e Sentieri selvaggi.