Lacedonia – Legge 219, Megliola: “Dove sono i fondi regionali?”

7 settembre 2005

Lacedonia – “Che fine hanno fatto i fondi della legge 219?”.Con questo interrogativo, il capogruppo di minoranza, Mario Megliola, rompe il silenzio. Oltre un miliardo e mezzo delle vecchie lire, a detta di Megliola, finanziato nel 2003 dalla Regione Campania, starebbe lentamente estinguendosi, senza che si dia il via a grandi opere di ricostruzione. A gravare sulla vicenda, l’autosospensione del funzionario dirigente dell’Ufficio Costruzioni, il geometra Scola. “Le motivazioni che hanno portato Scola a dimettersi autonomamente avranno un certo peso sulla condotta di questa amministrazione, soprattutto in vista alle prossime elezioni politiche”. Ma Megliola rincara la dose, denunciando lo scarso interesse del primo cittadino in merito a questioni pubbliche. Punto di partenza, la raccolta differenziata. “Dalla Provincia è stata deliberata l’ordinanza della differenziata in tutti i comuni irpini. Il sindaco non ha mia trattato l’argomento durante le sedute di Consiglio Comunale, tantomeno ha sensibilizzato la popolazione con campagne di informazione”. Affondo anche per quanto riguarda la gestione comunale. “Sono 6 mesi che opposizione e minoranza non si riuniscono per il Consiglio. Lo scorso 30 giugno è scaduto il termine per l’approvazione del Conto Consuntivo. Siamo giunti a settembre e Palladino non ha convocato alcun incontro”. Questi e altri punti di domanda sono oggetto anche di un documento che il consigliere Mario Megliola ha sottoposto all’attenzione del primo inquilino di Palazzo di Città, Gerardo Palladino. “Il sindaco deve rispondere a scottanti quesiti. In primo luogo dove sono finiti i fondi regionali relativi alla legge 219. Nessuna delibera ex-novo ha sancito la spesa di oltre un miliardo di lire e nulla di realmente concreto è stato realizzato per il paese. Manca informazione sulla gestione pubblica, manca la presenza attiva del primo cittadino. Se Palladino non prende atto della sua posizione, l’opposizione passerà ad una denuncia presso gli uffici competenti”. (Marianna Marrazzo)