La vertenza Ipercoop torna al Mise, Az detta le condizioni

La vertenza Ipercoop torna al Mise, Az detta le condizioni

4 settembre 2018

Marco Grasso – La vertenza Ipercoop torna al Mise. Giovedì 6 settembre alle 11 sindacato e lavoratori saranno al Ministero dello Sviluppo Economico per un confronto che ripartirà, inevitabilmente, dal nodo degli esuberi. Con Az Market, si ritroveranno a Roma anche la Regione Campania e Distribuzione Centro Sud, controllata Coop.

L’ultimo incontro si è concluso con una fumata grigia. Az Spa ha esplicitato la volontà di acquisire il ramo d’azienda, nell’ambito di una politica di espansione della presenza in Campania, ma ha quantificato in 80 su 133 le persone collocabili nel nuovo progetto.

Una doccia gelata per lavoratori e sindacato che si sono trovati di fatto di fronte gli stessi numeri della prima trattativa naufragata qualche mese fa. Trovare un punto di intesa non sarà facile, ma la partita resta aperta.

Difficile, se non impossibile, che si possa trovare un’altra strada e, quindi, una proposta migliore. Dopo quasi quattro mesi di lotta i lavoratori sono stremati. Il pallino è nelle mani di Az che resta l’unica alternativa alla chiusura definitiva dell’ipermercato di Contrada Baccanico.

Il gruppo calabrese ha dichiarato di voler applicare il contratto nazionale del terziario sottoscritto da Filcams, Fisascat e Uiltucs e Confcommercio, e ha considerato necessario l’abbandono di alcune attività di lavorazione, produzione e ristorazione (carne, pane, bar, ristorazione).

Secondo Az, inoltre, il numero delle ore lavoro dovrà essere tarato sui fatturati attesi (16 milioni nel 2019 e 18,3 nel 2021) in ragione delle nuove politiche commerciali da mettere in campo.

Prevista anche la possibilità di far gestire in comodato gratuito attività di produzione, quale il pane e pasticceria, a lavoratori interessati (fino a 20 addetti) a “mettersi in proprio”.

Impossibile, è stato precisato nel corso dell’ultimo incontro, la collocazione in altri punti vendita del gruppo di eventuali esuberi se non per alcune unità in aree geografiche non attigue (Reggio Calabria).

Bisognerà sfoltire gli attuali livelli occupazionali, facendo leva su pensionamenti e pre-pensionamenti. In questo senso diventano fondamentali gli incentivi sull’esodo che saranno messi sul piatto. L’ultimo volta il sindacato bocciò come insufficienti le risorse previste.

Giovedì la trattativa ripartirà dai quei numeri, con l’obettivo di migliorare le condizioni e provare a limitare i danni per i lavoratori. La strada porta dritto in Calabria, su questo punto di sono ormai davvero pochi dubbi. Ora si tratta solo di rendere il viaggio il meno traumatico possibile.