La strage di Parigi e l’ignoranza del Pd regionale, l’intervento di Luigi Anzalone

La strage di Parigi e l’ignoranza del Pd regionale, l’intervento di Luigi Anzalone

16 novembre 2015

Sui fatti di Parigi riportiamo l’intervento di Luigi Anzalone, già presidente della a Provincia di Avellino e assessore regionale:

Buon Dio, come si fa a essere, in simultanea, così ignoranti e insensibili?
La classe “dirigente” del PD regionale, che non ha detto una parola sulla orrenda strage di Parigi, lo sa (no, non lo sa) che la prima città e la prima regione d’Italia che dovevano parlare sono Napoli e la Campania?

Questi analfabeti di andata e ritorno lo sanno (no, non lo sanno) che, insieme a Parigi, l’altra grande capitale dell’Illuminismo fu Napoli nel Settecento?

Di più, lo sanno (no, non lo sanno) che la Rivoluzione napoletana del 1799, favorita dalla presenza dell’esercito francese nel Regno di Napoli, e la Repubblica partenopea sono a base del Risorgimento Italiano e dei suoi grandi ideali di libertà, democrazia indipendenza nazionale e, anche, di giustizia sociale?

Lo sanno (no, non lo sanno) che furono i patrioti scampati alle forche e al carcere borbonico, a diffondere in Italia le idee nuove e a stimolare l’ardimento da cui trasse forza e orizzonte di senso il processo che portò all’Unità d’Italia nel 1861?

Non pretendo – non sono un folle – che questa grigia e indistinta pattuglia della mediocrità e dell’incultura legga i libri di Cuoco o di Croce sui fatti del 1799 a Napoli, ma speravo che avessero almeno uno sbiadito ricordo di qualche nozioncina su questo esaltante e tragico momento di storia meridionale e patria, avendolo ricavato dai suntini di storia Bignami.

Solo Bassolino ha espresso il suo dolore e la sua solidarietà al popolo francese, una ragione in più per detestarlo e avversarlo da parte di chi comanda nel PD campano.

Diceva un grande e indimenticabile sindacalista come Giuseppe Di Vittorio, che aveva compiuto i suoi studi nelle carceri fasciste: “Dopo la scuola dell’obbligo, l’ignoranza è facoltativa”.

Per costoro l’ignoranza, da facoltativa, è diventata un obbligo cui non sanno sottrarsi, essendo, come si sa, “in altre faccende affaccendati”.