La statistica /Rischio infarto? Gli irpini in pericolo. Da uno studio dell’Anmco, i malati di cuore sono i pantofolai e i videodipendenti

13 aprile 2005

Rischio infarto?… Il problema è reale ma i cittadini campani sembrano ignorarlo. O meglio, la voglia di prevenirlo è davvero poca. Pantofolai, videodipendenti, fatalisti: oltre la metà degli abitanti della Campania trascorre il tempo libero davanti alla tv, fingendo che il disagio non esista e senza ‘scomporsi’ per affrontarlo. Atteggiamento, questo, assunto dal 66 per cento delle donne e dal 52 per cento degli uomini. Il 60 per cento dei rappresentanti del sesso maschile delega a mogli e mamme il compito di tenere sotto controllo la propria salute. Addirittura, il 70 per cento dei campani sa che ha uno stile di vita a rischio per il cuore ma non è disposto a cambiarlo. E’ il quadro poco rassicurante che emerge da uno studio condotto dall’Anmco (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri) su un campione di 800 persone tra i 35 e i 74 anni. Troppe sigarette e caffè, abbuffate a tavola, vita sedentaria: pessime abitudini che mettono a dura prova la salute del cuore. Gli abitanti della Campania lo sanno ma non ci rinunciano. E gli irpini rientrano a gran merito nella statistica. La ricerca sconfessa anche il luogo comune secondo cui il rischio è legato anche all’inurbamento. A mettere a dura prova il proprio cuore, infatti, sono soprattutto gli abitanti delle province interne. I cittadini di Avellino e di Benevento, le province meno popolate della Campania, corrono un rischio doppio rispetto a quello corso dagli abitanti delle aree metropolitane. Notizia peraltro confermata anche dal primario del reparto di Cardiochirurgia del Moscati di Avellino, Giuseppe Rosato. “Occorrerebbe far riferimento ad interventi di prevenzione primaria ma innanzitutto è necessaria la volontà del paziente a controllarsi e controllare le proprie abitudini di vita”. Ben il 70 per cento dei cittadini, infatti, conosce i fattori di rischio cardiovascolare ma fa finta di niente. “Stando ai risultati dello studio, i campani preferiscono curarsi se un giorno dovessero ammalarsi, piuttosto che fare della prevenzione una regola di vita”- commenta Marino Scherillo, presidente dell’Anmco Campania. Secondo i dati elaborati dall’Anmco, i più attenti a difendere la propria salute sono le persone con un livello di istruzione medio-alto e le donne. Maggiore attenzione alla prevenzione si registra tra gli over 60. Non solo. Ben il 66 per cento delle donne e il 52 per cento degli uomini confessa di trascorrere il tempo libero davanti alla TV: pigiare sul telecomando per cambiare canale è dunque la principale attività fisica dei campani. E il risultato non è senz’altro più incoraggiante dal punto di vista clinico. Il 24 per cento dei cittadini ha il colesterolo alto, il 33 per cento la pressione fuori controllo, ben al di sopra della media nazionale. Sempre secondo la ricerca, il 27 per cento dei campani non si preoccupa di abbracciare abitudini più sane perché è convinto che siano gli altri a correre pericoli. Il 20 per cento non si preoccupa perché convinto che in fondo sia il destino a decidere. Infine, il 30 per cento non si sottopone a controlli per paura di scoprire che qualcosa non va. E così in Campania sono 10 mila le persone colpite ogni anno da infarto. Anche se le soluzioni non mancano. Oggi per i casi più gravi si può intervenire con un intervento di angioplastica coronarica, una tecnica salvavita ormai disponibile su tutto il territorio campano.