La sfida di APP parte ancora una volta dalla Ferrovia: “Qui il centro di una nuova Avellino”

La sfida di APP parte ancora una volta dalla Ferrovia: “Qui il centro di una nuova Avellino”

9 maggio 2019

Renato Spiniello – Parte ancora da Borgo Ferrovia la sfida di “APP – Avellino Prende Parte”, l’associazione che con cinque candidati ha contribuito a irrobustire la lista “Avellino Più”, a sostegno della corsa a sindaco di Luca Cipriano. Trattasi di Francesco “Bubba” Iandolo, Andrea Esposito, Dora Barzaghi, Maria Grazia Papa e Massimo Vietri, che si sono presentati ufficialmente questo pomeriggio nell’importante e troppo spesso dimenticata periferia del capoluogo, con l’obbiettivo di spostare il centro nevralgico della città proprio alla Ferrovia, quartiere che rappresenterà il rilancio di Avellino con l’elettrificazione della linea ferroviaria.

“In questo quartiere immaginiamo il centro di una nuova Avellino” esordisce il riferimento dell’associazione Andrea D’Alessandro. “Amiamo le periferie – aggiunge la candidata Maria Grazia Papa – qui si sono tematiche importantissime da risolvere, da quelle ambientali, con la bonifica dell’ex Isochimica, a quelle sociali e anche lavorative. Il nostro progetto passa per la riattivazione della Ferrovia, in modo da offrire un collegamento rapido ai poli universitari di Salerno e Benevento. Certo la competenza è regionale, ma un’amministrazione deve avere la forza di contrattare con Palazzo Santa Lucia. Avellino non deve essere più un punto isolato nel mondo”.

Non solo però il rilancio di Borgo Ferrovia, il programma – condiviso con il candidato sindaco Luca Cipriano, anche lui presente all’iniziativa – comprende politiche sociali, amministrazione trasparente e la creazione di punti d’ascolto nei quartieri. “Luca porterà avanti questi programmi e lo farà con le modalità che abbiamo condiviso” precisa la psichiatra.

“Il percorso che ha portato a integrarci in questa lista e in questa coalizione deriva dalla volontà di riuscire a fare sintesi in un Centrosinistra che potesse contrastare le preoccupanti derive populiste, xenofobe e sovraniste – ricorda l’ex Presidente di Libera Francesco Iandolo – dopo aver discusso con la cittadinanza nelle assemblee e nei work café, abbiamo declinato queste istanze in una piattaforma programmatica e ci siamo integrati in una lista per fare sintesi ed evitare un’eccessiva proliferazione delle stesse”.

Tra gli esordienti di App, c’è il 20enne Andrea Esposito, studente e residente proprio di Borgo Ferrovia: “Essendo di questa zona ne conosco bene i problemi, la ferrovia dovrebbe essere pienamente funzionante e offrire collegamenti agli studenti con le università. Avellino ha delle potenzialità molto grandi, ma non vengono sfruttate e questo penalizza soprattutto noi giovani”.

Dora Barzaghi, invece, anche lei giovane studentessa, sa bene le difficoltà che vive una donna ad Avellino: “I servizi sono sempre più depotenziati, il gap salariale è spaventoso, si sta per esternalizzare l’unico asilo nido pubblico e non ci sono servizi consultatoriali né punti d’ascolto per il malessere psicologico. Ci sono invece ancora molti pregiudizi e carenze culturali. Proprio per questo, dopo anni di impegno in città, ho voluto accettare questa sfida che per me è come un’evoluzione naturale”.

La città che immagina Dora è “ecosostenibile, che si doti di mobilità alternativa, che implementi i servizi di trasporto fornendo valide alternative all’automobile soprattutto in caso di ordinanze antismog, in quanto il problema ambientale va affrontato nel suo complesso, ovvero parlando anche della Valle del Sabato, degli sversamenti nella Solofrana e di eolico selvaggio. Anche per questo Avellino deve recuperare la sua dimensione di capoluogo di provincia”.

“I derby nella Sinistra non ci appartengono – precisa infine Massimo Vietri – la Sinistra sta nelle piazze, non nelle parole stanche. Serve un po’ di coraggio in più e lo dico con molta umiltà. Potevo stare in un posto sicuramente più rassicurante per la mia storia, ma serviva un atto di coraggio. Non dò lezioni a nessuno, ma neanche voglio riceverle. Speriamo però in un percorso futuro inclusivo anche per chi sta dall’altra parte”.