La scuola secondo Galli della Loggia. Alle Sardine: “Scambi Erasmus Nord-Sud? Che sciocchezza”

La scuola secondo Galli della Loggia. Alle Sardine: “Scambi Erasmus Nord-Sud? Che sciocchezza”

13 febbraio 2020

Alfredo Picariello – Parla di scuola, Ernesto Galli della Loggia, partendo dal suo libro “L’aula vuota. Come l’Italia ha distrutto la sua scuola”. Per fortuna, però, la sala dell’ex Carcere Borbonico di Avellino è piena e tra il pubblico ci sono molti studenti e molti docenti che hanno raccolto l’invito dell’associazione “Ossigeno” di Luca Cipriano.

Ernesto Galli della Loggia è una faccia nota ma, soprattutto, un fine intellettuale. E’ uno storico ed accademico italiano, editorialista di fama del “Corriere della Sera. “In Irpinia e al Mezzogiorno le aule si svuotano soprattutto perché non si fanno più bambini”, afferma. “Nel Sud, però, credo che il problema maggiore sia quello dell’evasione scolastica e quello della dispersione. Sono in tanti a non finire la scuola, le stime parlano di circa il 25% di studenti”.

Un’altra croce è relativa all’edilizia scolastica. “Credo – evidenzia – che non sia un dramma solo meridionale. Edfici non norma, mancanza di termosifoni e tanto altro, ritengo siano cose che riguardano tutto il Paese. Al Sud tutto questo, ovviamente, si acuisce”.

Tra memoria personale e analisi storica, Ernesto Galli della Loggia nel suo libro rilegge e racconta la parabola discendente di quello che per anni è stato un sistema d’istruzione invidiabile. Ma l’attualità “bussa” con prepotenza alla porta. Lo spunto arriva dalle Sardine che due giorni fa, nel corso dell’incontro con il Ministro del Sud Provenzano, hanno proposto scambi Erasmus tra regioni del Nord e del Sud d’Italia.

“E’ una schioccezza”, afferma. “Di fatto esiste già perché ormai i ragazzi del Sud preferiscono studiare a Milano, Bologna, Torino. Le università del Sud hanno perso attrattività. Invece di aumentare il livello, si è aumentato il numero degli atenei nel Mezzogiorno. Ogni provincia ha la propria università, ma sono vuote perché non sono buone. La corsa all’università in ogni provincia, è stato uno dei più grandi errori politici che ancora oggi paghiamo”.