La riflessione di Lucio Fierro sul Patto di Sviluppo

25 novembre 2010

Il Segretario Lucio Fierro della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese Associazione Provinciale di Avellino in merito al Patto di sviluppo ha inviato il segunete comunicato stampa ” Il Consiglio Provinciale sui temi dell’economia è una prima occasione di confronto vero sulla crisi, sui suoi effetti e sul come tentare di uscirne con i minori danni possibili, tale, quindi, da non poterci consentire di sciuparla. Non serve una “passerella”, ma non serve neppure la riscrittura di un “libro dei sogni”. La crudezza della situazione che abbiamo sotto gli occhi con le sue fabbriche chiuse e le tante in condizioni di incertezza insostenibile; con i cantieri semi-paralizzati; con comparti di qualità come il viti-vinicolo a cantine piene e senza prospettive immediate di ripresa; con i tanti punti della media distribuzione a saracinesche abbassate; con le difficoltà di mercato dell’agricoltura e i colpi di una concorrenza acuita all’autotrasporto ed ai servizi, richiedono non parole ma quei fatti che tardano a venire. Non è questo il momento per discettare sul migliore sviluppo possibile. Di sviluppo non ve ne sarà alcuno, né “d’importazione” né “auto propulsivo”, né neo-industriale né di attività diffuse a valorizzazione delle caratteristiche locali se non si determinano e con urgenza alcune elementari precondizioni:
a) che si freni e quindi si arresti lo smantellamento sia dell’apparato industriale esistente che del sistema delle imprese minori, manifatturiere, come di servizio, agricole, come commerciali, come dell’autotrasporto e si consolidi l’esistente, tutto l’esistente;
b) che si mettano le basi, ora per domani, delle precondizioni infrastrutturali che possano rendere possibile all’economia irpina di attaccare il suo vagone al treno della ri-partenza, quando verrà, dell’economia nazionale.
Per tali pre-condizioni occorrono scelte politiche, che sino ad oggi o sono state eluse o sono state negate. E sono scelte che competono al governo nazionale ed a quello regionale. Per obbligare tali livelli istituzionali a parole chiare, ad impegni precisi, a programmi e progetti di cui siano certi copertura finanziaria e tempi di attuazione, occorre un patto, tra istituzioni e parti sociali che consenta all’Irpinia di parlare con una sola voce in un confronto che appare complesso, non scontato, ma che è la strada obbligata. Il Consiglio Provinciale è il luogo ove il “patto” verifica la sua possibilità di essere contratto ed è il luogo dove si definisce, assieme alle priorità da rivendicare, i termini ed i tempi del confronto con Regione e Governo. Sindacati e Associazioni datoriali le loro indicazioni le hanno date. Di questo, e solo di questo si tratta.
Questo è il senso di ciò che ha mosso le parti sociali. Questo è il contenuto dei documenti, la cui sintesi è stata affidata all’Assessore Solimene, che le parti sociali hanno elaborato, rassegnandole alla valutazioni delle istituzioni. Noi sappiamo che nelle mani della Amministrazione Provinciale c’è poco altro che la rappresentanza politica. Alla Provincia abbiamo chiesto di esercitarla. A noi sembra, comunque, che il livello di consapevolezza della gravità della crisi, l’impegno comune per costringere coloro cui compete a fare ciò che è necessario per l’economia irpina e la concorde selezione delle priorità che si registra oggi tra le forze sociali sia la leva più importante che, nell’interesse dell’Irpinia, si possa attivare.


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