La Procura di Benevento sequestra un castello in Francia: era proprietà di evasori fiscali

La Procura di Benevento sequestra un castello in Francia: era proprietà di evasori fiscali

31 maggio 2019

La Procura della Repubblica di Benevento, con la cooperazione del desk italiano di Eurojust, la Cour D’Appel de Bourges – Tribulal de Grande Instance de Nevers – ha emesso e dato esecuzione a un ordine di sequestro di immobili, in particolare di un castello di interesse storico, convertito in struttura alberghiera e situato nella zona di Fertreve – “Le Chailloux” e di una seconda unità immobiliare sita nella stessa zona geografica della Francia.

Le indagini dalla quali è scaturito il provvedimento erano state avviate nel 2017, ed avevano consentito di acclarare che una importante società del Beneventano, che operava nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti in numerosi comuni della Campania, Calabria, Puglia e Basilicata, con appalti per un valore di decine di milioni di euro, era da diversi anni amministrata di fatto da una coppia di coniugi, all’apparenza estranei al complesso aziendale, sfruttando la compiacenza del legale rappresentante della società, risultato essere mera “testa di legno”.

Nel contempo è stato accertato che i responsabili legali, di fatto e di diritto della società avevano omesso il versamento dell’IVA e delle ritenute IRPEF per diversi annualità senza soluzione di continuità.

All’esito delle indagini il Gip del Tribunale di Benevento aveva emesso un decreto di sequestro per equivalente, fino alla concorrenza di 9 milioni di Euro, nei confronti della società e dei suoi amministratori di fatto e di diritto, ed eseguito dai militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Benevento, con la collaborazione del Noe dei carabinieri di Napoli che hanno individuato e sottoposto, ad oggi, a cautela beni mobili, immobili e liquidità per circa 5 milioni di Euro.

Ulteriori approfondite indagini di carattere economico-finanziaria hanno portato all’individuazione anche di beni esteri nella disponibilità degli indagati, amministratori di fatto della società, in particolare della proprietà di un complesso immobiliare su più livelli definito “Castello” e convertito in struttura alberghiera, del valore di circa 470.000 euro, sito nel territorio della Borgogna in Francia per il quale, anche attraverso l’istituto di recente introduzione dell’Ordine di Indagine Europeo, e la collaborazione di Eurojust,  veniva adottata dal collaterale giudice istruttore francese, un ordine di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente.