La nutraceutica esalta la filiera agroalimentare dell’Irpinia

12 dicembre 2013

Avellino – Le filiere agroalimentari dell’Irpinia presentano diversi alimenti funzionali – come i cereali, il latte e le uve – dalle grandi potenzialità farmacologiche e nutraceutiche. Stamane presso l’ex Carcere Borbonico di Avellino, nell’ambito del Progetto Agritrasfer-in-sud, l’Assessorato regionale all’Agricoltura della Campania si è tenuto il convegno tecnico-scientifico promosso dall’assessorato regionale all’agricoltura e dall’Isa Cnr su uno dei temi più attuali che vengono trattati, nel campo dei cereali, ma non solo, ovvero la nutraceutica.

COS’E’ – La nutraceutica è una scienza che studia i principi naturali presenti negli alimenti, in particolare le molecole fitochimiche che hanno un ruolo “farmacologico” nella prevenzione e nella cura di alcuni stati patologici come malattie cardiovascolari, metaboliche e oncologiche. Si tratta di un ulteriore aiuto ai farmaci, che agiscono al meglio se accompagnati da una sana e corretta alimentazione.

“Nelle filiere agroalimentari tipiche della nostra provincia sono compresi diversi alimenti che aiutano a diminuire il rischio di malattie degenerative cardiovascolari e tumorali – ha spiegato Alfonso Tartaglia, dirigente dello S.T.A.P.A. e Ce.P.I.C.A. di Avellino – Ciò è dovuto alla assunzione di grandi quantità di fibra, attraverso i vegetali e le farine integrali, che favorisce il corretto funzionamento intestinale e di acidi grassi polinsaturi della serie omega 3 presenti nel pesce ma anche nella frutta a guscio come le noci e le nocciole. Dobbiamo pensare allo sviluppo della nutraceutica come un rapporto circolare dove ricerca, imprese e istituzioni hanno pari responsabilità. L’agroalimentare è un pezzo fondamentale della crescita economica regionale”.