“La notte prima” all’Ariano international Film Festival vince la lotta al tumore

“La notte prima” all’Ariano international Film Festival vince la lotta al tumore

5 agosto 2019

Alessandra è una giovane donna determinata e ambiziosa che si divide tra gli impegni professionali e i preparativi del matrimonio, ormai alle porte. Una diagnosi inaspettata, però, sconvolge all’improvviso la sua vita e la costringe a rivedere scelte fondamentali.

 

Parte da qua “La notte prima” di Annamaria Liguori: un cortometraggio d’autore dedicato alle donne con tumore al seno metastatico, che ha ricevuto il Premio Giuria Studenti all’Ariano International Film Festival, che si è concluso ieri ad Ariano Irpino. Il corto è stato proiettato e premiato durante la kermesse nella serata di sabato 3 agosto.

Interpretato da Antonia Liskova, Francesco Montanari, Giorgio Colangeli, Imma Piro, Alessandro Bardani ed Emanuela Grimalda, il corto, già presentato in anteprima internazionale nell’ambito della 75a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – sezione Venice Production Bridge e premiato in numerosi Festival nazionali dedicati a cinema e musica, è liberamente tratto da una delle storie di pazienti con tumore al seno metastatico raccolte nell’ambito di “Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico”, campagna promossa da Pfizer con il patrocinio di Fondazione AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica, in collaborazione con Europa Donna Italia e Susan G. Komen Italia con l’obiettivo di far conoscere le esperienze delle donne che ogni giorno combattono con grande coraggio contro questa malattia.

Il primo obiettivo è quello di vincere il senso di solitudine ed emarginazione che spesso travolge chi convive con questa patologia; in questo senso è fondamentale il valore della narrazione e della comunicazione per affrontare la malattia.

“La notte prima”, ispirato dal racconto “Io scelgo di vedermi splendida” di Alessandra, attraverso la potenza comunicativa del linguaggio cinematografico vuole rompere il muro di silenzio che circonda questa malattia e le donne che ne sono affette, portando all’attenzione del grande pubblico i loro sentimenti, le loro emozioni, ciò che provano e vivono quotidianamente.