La mozione di sfiducia resta in stand by, ma aumenta il malcontento tra gli alleati di Ciampi

La mozione di sfiducia resta in stand by, ma aumenta il malcontento tra gli alleati di Ciampi

24 settembre 2018

Marco Imbimbo – Il futuro dell’amministrazione Ciampi resta un’incognita, ma al momento non si esclude alcuna ipotesi. Si va da chi, come dichiarato da Sabino Morano, è convinto che l’amministrazione durerà almeno fino alle elezioni regionali del 2020, a chi, invece, vorrebbe staccare la spina subito (Luca Cipriano, Dino Preziosi e Nello Pizza in testa). In mezzo ci sono i 9 consiglieri del Partito Democratico, suddivisi tra gruppo Pd e “Davvero” che temporeggiano e, intanto, proprio loro tengono in vita (politicamente parlando) il sindaco Ciampi.

Martedì i fautori della “sfiducia subito” scioglieranno le riserve e decideranno se presentarla o meno, nonostante i consiglieri Pd abbiano chiesto una “proroga” di 45 giorni di tempo, utile per celebrare le elezioni provinciali di ottobre, ma anche con la richiesta a Ciampi di portare in Aula tre argomenti urgenti per la città: bilancio, fondi Pics e Piano di Zona.

Nel caso in cui dovesse passare la linea della sfiducia subito, il documento, già pronto da tempo, verrebbe consegnato al Presidente del Consiglio Comunale, Ugo Maggio, che a sua volta dovrà inoltrarlo a tutti i capigruppo. Servono 13 firme per poter far arrivare in Consiglio una mozione di sfiducia, in quella sede, poi ne serviranno 17 per renderla valida. Inoltre, mercoledì alle 9,30, è in programma proprio una riunione tra tutti i capigruppo per discutere sul prossimo consiglio comunale in cui bisognerà dare il via libera alle commissioni, organismi che ancora mancano a Palazzo di Città. Proprio in quella sede di potrebbe già discutere del documento. A quel punto cambierebbe anche il programma della nuova Assise.

Prima di inviarla a Maggio, però, bisognerà capire se tutti i dieci consiglieri che, inizialmente, avevano manifestato la volontà di firmarla, sono ancora convinti di ciò. Nadia Arace scioglierà le riserve a ore, mentre tra i 5 dei Popolari cominciano ad emergere pareri diversi. Se Nello Pizza non intende fare un passo indietro, qualcuno del suo gruppo starebbe manifestando idee diverse. Si valuterà a breve.

Quello che, invece, emerge negli ultimi giorni è un certo malcontento tra i nuovi alleati di Ciampi, ovvero i consiglieri che hanno voluto aderire alle sue linee programmatiche e che, da regolamento, sono inquadrati come maggioranza. A non piacere, finora, è lo scarso coinvolgimento nelle decisioni che vuole prendere l’amministrazione.

Due episodi su tutti hanno creato un po’ di malumore. Il primo riguarda il tavolo sui fondi per il commercio organizzato dagli assessori Carmine De Angelis e Maura Sarno la scorsa settimana. Incontro di cui non sarebbero stati informati i consiglieri e quindi invitati a partecipare, ma lo avrebbero appreso solo dalla stampa. E la cosa non è piaciuta.

Stessa situazione si è creata sull’ipotesi di spostamento del terminal dei pullman. Anche in questo caso sarebbe emerso uno scarso, se non nullo, coinvolgimento dei consiglieri di maggioranza. Per giunta l’ipotesi di spostare il terminal a Campo Genova, anche in questo caso appresa solo dalla stampa, non troverebbe nemmeno il consenso di questa nuova maggioranza.

Ettore Iacovacci attende il rientro del sindaco dalle ferie per manifestagli personalmente il suo disappunto. Il discorso vale anche per Adriana Percopo a cui si aggiunge anche il suo sfogo personale sulla vicenda dell’archivio nel Mercatone. Più defilati i due consiglieri del gruppo “Lega”, Sabino Morano e Damiano Genovese, ma anche loro mostrano un certo disappunto.

A Ciampi, dunque, verrà chiesto un cambio radicale d’atteggiamento nei loro riguardi, ma soprattutto una maggiore condivisione delle volontà dell’amministrazione, in linea con quell’apertura fatta sulle linee programmatiche. Altrimenti il rischio è che qualche consigliere, continuando a sentirsi relegato in panchina, potrebbe anche spostarsi verso il fronte della mozione di sfiducia.