La Minetti ai giudici: “Amavo davvero Sivio Berlusconi”

7 giugno 2013

La Minetti ha ribadito più volte di non aver mai introdotto ragazze ad Arcore. Ha poi raccontato di aver conosciuto Silvio Berlusconi a Milano, nel 2008, dove risiedeva già da due anni per motivi di studio: “Dovevo seguire un percorso di studio di igienista dentale al San Raffaele e nel frattempo facevo qualche lavoretto per avere soldini in più“. La prima volta che ha visto il Premier è stato a una fiera dove faceva la hostess e poi ha parlato dei suoi lavori in tv: “L’unica ragione del mio successo era che ho sempre saputo ballare e non conoscevo ancora Berlusconi”, ha detto.
A parlare delle cene ad Arcore, secondo il suo racconto, è stata Marysthell Polanco che aveva conosciuto negli studi di “Colorado”: “Quando Silvio Berlusconi venne in visita al San Raffaele – ha spiegato Nicole – iniziò da parte sua un discreto corteggiamento, e non nego di essere rimasta affascinata da lui. Tra noi nacque un rapporto di amicizia e poi una relazione sentimentale che si concluse alla fine di quell’anno. Al di là delle critiche, tengo a precisare che il mio è stato un sentimento d’amore vero per Silvio Berlusconi. Ciò detto, va da sé che iniziai a frequentare il presidente e le sue abitazioni. Partecipavo a cene, pranzi ed è capitato che mi fermassi sua ospite per più giorni presso le sue residenze. Così come capitava che parlassimo del mio futuro e di quello che avrei voluto fare dopo la laurea. Era chiaro, avendo noi una relazione sentimentale, che egli sarebbe stato felice di aiutarmi”.

La Minetti ha anche detto che tutta questa faccenda ha scatenato su di lei una forte campagna d’odio: “Degna conclusione di questa inverosimile storia è la richiesta di condanna avanzata dai pubblici ministeri – ha sottolineato – Spero che qualcuno un giorno riesca a spiegarmi che cosa ho fatto di così straordinariamente terribile“. E sulla famosa notte in questura nella quale Ruby venne rilasciata dopo le telefonate di Silvio Berlusconi, Nicole ha detto: “Io mi sono prestata per fare del bene, per permettere che la ragazza tornasse a casa sua, come tra l’altro mi aveva detto il funzionario Giorgia Iafrate”, la ragazza venne affidata proprio all’allora consigliera. La Minetti ha anche negato di aver mai gestito le case di via Olgettina e ha dichiarato che fu Don Verzè, il fondatore del San Raffaele di Milano dove lei lavorava, a volerla in politica: “Il presidente Berlusconi mi disse che don Verzè avrebbe avuto piacere ad avere un rappresentante dell’istituto in consiglio regionale. Io accettai con gioia e inconsapevolezza, ma a quel ruolo non ero pronta”.

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