La Margherita sceglie De Lisio

by 3 marzo 2005

Ore frenetiche per la Margherita irpina che fino a ieri mattina non ha sciolto la riserva intorno al quarto nome: “abbiamo confermato – dice il segretario provinciale della Margherita Domenico Covotta – i tre uscenti” e fino a qui ci siamo “per quanto riguarda invece la quarta candidatura, si deciderà questa sera (ieri sera, ndr)”. Bocche cucite sole indiscrezioni o intuizioni: “non sarà espressione di territorialità ma del mondo giovanile e femminile”: naufragata l’indicazione Pasqualino Santoro, da più parti si sente fare il nome della giovane Luisa De Lisio, anche se giunto dopo una ridda di nomi: Carmen Verderosa (ad insaputa dell’interessata, ndr), Elvira Lenzi, Paola Luciano. In tarda serata la conferma ufficiale. Sarà lei a correre verso Palazzo Santa Lucia insieme ai consiglieri uscenti: Luigi Anzalone, Mario Sena, Enzo De Luca. Intanto anche per la compagine di Forza Italia capitanata dal coordinatore provinciale Antonio De Mizio si districa la matassa intorno al quarto nome: è Donato Cataldo componente del comitato provinciale di Aquilonia in campo assieme all’on. Cosimo Sibilia, Roberto Castelluccio, Aldo Cipolletta. “La lista – dice Antonio De Mizio – giunta a conclusione di un proficuo lavoro preparatorio, gode del totale consenso di tutti gli esponenti del partito ed ha ottenuto il convinto avallo del coordinatore regionale on. Antonio Martusciello”. La ‘promozione’ nel listino di Vincenzo Lucido, espressione dell’Alta Irpinia, delegato di collegio e referente provinciale della fondazione ‘Liberal’ getta acqua sul fuoco. “I candidati saranno presentati ufficialmente in una conferenza stampa che vedrà a breve la partecipazione dell’europarlamentare Giuseppe Gargani e del coordinatore regionale Antonio Martusciello”. Dunque, dall’una e l’altra parte un passo in avanti. Non mancano le delusioni, anche se le dichiarazioni smentiscono le malelingue: si tratta dell’Udeur irpino guidato dal massimo esponente Pasquale Giuditta nonché cognato di Clemente Mastella ‘sostituito’ nel listino da Sandra Mastella, moglie del leader di Ceppaloni. Ieri mattina sembra che la compagine di via De Conciliis si sia riunita a via De Conciliis non gradendo forse lo smacco. Dal buco della serratura si osservano da più parti mugugni per un partito che sembra prediligere gli apparentamenti. C’è chi si dice pronto a lasciare il Campanile. Frizioni e avvertimenti a parte, l’Udeur si troverà di nuovo a fare i conti con tasselli che ancora una volta non trovano la giusta collocazione. Tanto per cominciare la questione Ato, e la sostituzione – e non si riesce ad intuire il motivo – dell’attuale assessore Luca Iandolo tra l’altro in quota Udeur con l’attuale capogruppo consiliare Nicola Micera. E le sorprese non finiscono, come anticipato in un’intervista rilasciata al nostro quotidiano dal capogruppo di Libera Città, la lista civica di cui parlava Antonio Gengaro è pronta: si chiama: “Insieme per Bassolino”, oggi la ufficializzazione. Intanto se qualcuno pensava che l’attacco dei Ds alla Margherita non venisse rispedito al mittente, si è dovuto ricredere. E’ Covotta a sottolineare: “Il partito della Margherita in provincia di Avellino continua ad essere oggetto di una serie di ingiustificate aggressioni politiche. La Margherita della Provincia di Avellino ha posto il problema di competenze del tavolo di centrosinistra senza mai mettere in discussione l’alleanza. Se i Ds ritengono che da ciò ne debba discendere l’apertura di una crisi rivelano implicitamente quale è la loro intenzione: quella di tentare inutilmente di isolare la Margherita e di minare la coalizione. Se si intende poi indagare su chi ha fatto venire meno la funzione del tavolo, bisogna guardare verso chi non ha ritenuto di raccogliere le nostre sollecitazioni in occasione dell’esclusione della Margherita dalla Giunta provinciale, o verso chi ha impedito l’applicazione del principio di proporzionalità nella rappresentanza negli enti e di partecipazione di tutte le forze politiche e ciò per favorire e mettere in atto consorterie malcelate dal moralismo”.


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