La lista civica ‘Prima gli Irpini’ si presenta. De Conciliis: “Provincia, vera àncora di salvezza per i piccoli comuni”

La lista civica ‘Prima gli Irpini’ si presenta. De Conciliis: “Provincia, vera àncora di salvezza per i piccoli comuni”

12 ottobre 2018

“‘Prima gli irpini’ è una lista civica che trae linfa vitale da quel mondo identitario, sovranista ed euroscettico che anche in provincia di Avellino sta raccogliendo adesione, radicamento e consenso. Non è un caso che siamo riusciti a fare una lista per le elezioni provinciali. Una lista civica che sostiene la candidatura di Domenico Biancardi, oggi presente a questo importante appuntamento, per rafforzare il discorso sul futuro di Palazzo Caracciolo”.

Queste le parole di Ettore De Conciliis, coordinatore regionale del Movimento Nazionale Sovranista, alla presentazione ufficiale del gruppo e dei suoi candidati.

Alla conferenza stampa, realizzata presso il bar Madai di Avellino, ha preso parte l’altro protagonista di questa iniziativa civica, Sabino Morano, consigliere comunale di Avellino in quota Lega. Presente anche il senatore Claudio Barbaro.

“L’Ente intermediario è essenziale – aggiunge De Conciliis – per interloquire con i piccoli comuni, per non isolarli o abbandonarli al loro destino. Interagire con la Regione è molto spesso difficile. Nostro compito è concretizzare l’attenzione di cui questo territorio ha bisogno”.

In riferimento alla manovra finanziaria bocciata dall’Europa De Conciliis precisa “che i grandi notabilati europei siano scettici nei confronti di questa manovra ci dà la certezza che stiamo andando nella direzione giusta”.

“Sinceramente le scuole monetariste e liberiste di questa Unione Europea – prosegue l’ideologo – non offrono più alcuna fiducia. Per quale motivo? Hanno solo comportato un’austerità disastrosa e la tragedia del cosiddetto salvataggio della Grecia. E poi, noi che siamo sovranisti ribadiamo che le scelte di autonomia, in materia economica e sociale, spettano alle legittimità degli Stati e non a strutture sovranazionali che avrebbero il dovere di garantire benessere e sviluppo ma – conclude – in realtà sono diventata vere e proprie macchine che producono povertà”.