La Dogana, il Castello, gli architetti e la competenza esclusiva del restauro

La Dogana, il Castello, gli architetti e la competenza esclusiva del restauro

16 novembre 2019

Si riporta la nota di Erminio Petecca Presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Avellino.

Come rappresentanti di una categoria professionale possiamo solo apprezzare ed essere fiduciosi dell’iniziativa promossa dal collegio dei geometri relativa al rilievo della Dogana e del Castello del città di Avellino.

Apprezziamo quanto dichiarato dal Presidente del Collegio, l’amico Antonio Santosuosso, con il quale collaboriamo in molte iniziative finalizzate alla tutela e alla valorizzazione delle professioni tecniche. In particolare, i rilevamenti effettuati nei due siti cittadini sono appunto “un lavoro che sarà funzionale a quelli che saranno i progetti di rilancio del Centro Storico”. Tocca a questo punto, ancora una volta, fare chiarezza su di chi siano le competenze ad intervenire su immobili di pregio storico e artistico, e sia chiaro, il messaggio non è rivolto ai colleghi geometri, ma ai cittadini, alle istituzioni e soprattutto agli organi di stampa che spesso, per colpire l’attenzione del lettore, finiscono per falsare le notizie utilizzando titoli poco attinenti ai contenuti degli articoli.

In questo caso, un noto quotidiano ha lasciato intendere di un “patto tra comune e Collegio dei Geometri” su come rinascerà il Castello di Avellino, pubblicando anche un “render” che dovrebbe rappresentare la ricostruzione della struttura di epoca longombarda. Una ricostruzione fantastica con un’immagine di scarsa qualità e che non testimonia un’approfondita ricerca storica. Insomma un’elaborazione progettuale contraria ad ogni principio e prescrizione delle Carte del restauro, in particolare dell’ultima del 2000 di Cracovia, dove si dice che deve essere evitata la ricostruzione di intere parti “in stile” e se necessario per un corretto utilizzo dell’edificio, il completamento di parti più estese con rilevanza spaziale o funzionale dovrà essere realizzato con un linguaggio conforme all’architettura contemporanea.
Il titolo e l’immagine dell’articolo hanno creato scalpore e disappunto tra i nostri iscritti.

Vorremmo evitare di scivolare nella polemica e di essere noiosi, puntualizzando di chi sono le competenze professionali sul restauro dei monumenti. Sarebbe solo una sterile polemica di fronte ad una semplice enfatizzazione di uno stato emozionale enunciato troppo frettolosamente sui media. Le competenze sono di chi le ha e di chi le merita.

Andiamo avanti, non ci fermiamo qui! Abbandoniamo i facili proclami. C’è tanto lavoro da fare per risollevare le sorti di questa città. Aspettiamo solo di poter condividere un vero progetto strategico per la valorizzazione delle risorse economiche e culturali, dove ogni categoria professionale dovrà esprimere le professionalità secondo le proprie competenze.