La crisi cambia i crimini: più truffe e più lavoro nero

31 dicembre 2011

La crisi economica e sociale che ha colpito tutto il mondo occidentale ha influito, e molto, sullo stile di vita dei cittadini, corretti e non. La mancanza di denaro, com’è logico, ha creato un nuovo tipo di crimini, o quantomeno, ha accresciuto il numero di quelli a scopo di lucro.
Sotto il profilo cronachistico, infatti, il 2011 irpino è trascorso con una costante: piantagioni di marijuana in serie scoperte su tutto il territorio provinciale, lavoro nero allargato a macchia d’olio e truffe fiscali. Sicuramente, sotto questo profilo, c’è da ricordare l’operazione svolta dalla Guardia di Finanza alla fine di maggio nella città conciaria solofrana che ha portato alla scoperta di una truffa di 12 milioni di euro ai danni dello Stato perpetrata da un’azienda che dichiarava introiti di Iva spropositati per scaricarli dalle tasse. Stranamente analoga, anche a livello economico, la notizia giunta circa due settimane dopo da Atripalda, dove un’altra azienda, operante nel settore informatico, è stata scoperta a frodare lo Stato anch’essa per 12 milioni. Sarebbe praticamente impossibile elencare in questa sede tutte le operazioni delle Forze dell’Ordine che hanno portato alla scoperta di truffe, di lavoratori completamente “in nero” e di coltivazioni di droga (tra tutte, l’operazione “Goldfarm” condotta dalla Finanza che ha portato al sequestro di 10 chili di cannabis).
Come detto, si è trattato di una costante, figlia dei tempi. Così come l’ondata lunghissima dei furti negli appartamenti che, soprattutto in Alta Irpinia, ha visto la sua esplosione dopo l’estate e che tutt’ora non si è ancora esaurita, anche se tamponata dal controllo delle forze dell’ordine.
Il 2011 è stato, però, anche l’anno dello scandalo “Moscati” e di tutte le manifestazioni che ne sono derivate. Il 10 giugno scorso, infatti, le Fiamme Gialle resero nota l’iscrizione nel registro degli indagati di 22 tra medici, infermieri e dirigenti della Città Ospedaliera, oltre ad averne posto 6 ai domiciliari. Tra questi, il direttore della Brest Unit Carlo Iannace e il primario Francesco Caracciolo. Una vera e propria bufera giudiziaria scatenatasi al termine di un’indagine partita nel 2007 e riguardante alcuni interventi estetici che, secondo le accuse, i medici avrebbero fatto passare per “salva vita”. Da qui la discesa in campo delle donne dell’Amdos, strenue sostenitrici dell’innocenza dei protagonisti e dei colleghi dei medici, convinti dell’onestà dei colleghi. L’iter giudiziario, dopo la revoca delle misure cautelari e degli obblighi di dimora fuori Avellino dei protagonisti, non si è ancora concluso anche se appare più che probabile un proscioglimento di tutti gli impuntati.

L’Irpinia, in questo anno all’insegna della diminuzione degli incidenti sulle strade, è però balzata agli onori della cronaca nazionale anche per fatti di sangue e morte. Alcuni dei quali particolarmente agghiaccianti. Sicuramente, tra questi, va ricordato l’omicidio della badante ucraina 64enne Galyna Dostyak, trovata nel sottobosco del monte Terminio il 16 maggio scorso, trucidata, resa irriconoscibile e nascosta sotto una pila di detriti. Un caso che, a tutt’oggi, presenta ancora molti lati oscuri. Se, infatti, pare che sia stato riconosciuto nell’amante 68enne il carnefice della donna, ancora non è chiaro chi abbia aiutato l’uomo a sbarazzarsi in malo modo del cadavere. Un mistero torbido che si è infittito ancor di più quando, ad entrare in scena, è stato un parente del presunto killer. Un giovane boscaiolo che ha subito attratto su di sé l’attenzione degli inquirenti che stanno cucendo su di lui il vestito del complice. Sarà comunque il 2012 a fornire risposte definitive.
Recentissimo, ma non meno drammatico, è stato il ritrovamento ad Agropoli del cadavere di Rosa Allegretti, professione prostituta, uccisa e seppellita. Un caso che, forse, ha già raggiunto il culmine, con la confessione del giardiniere Costabile Piccirillo, 40enne, che avrebbe ammesso l’omicidio. Anche in questo caso, comunque, sarà il prossimo anno a regalarci la verità. In mezzo a questi fatti di sangue che hanno sconvolto la Provincia, è necessario anche ricordare la conclusione giuridica (in attesa dell’appello) dell’omicidio del pensionato di Contrada Sabino Cipolletta, avvenuto il 30 settembre del 2009. Dopo la condanna con rito abbreviato a 16 anni di reclusione comminata a Savino Cibelli, il 22 dicembre è stato condannato anche Mario Ferraro che, secondo i giudici, avrebbe materialmente partecipato al delitto dell’anziano. Per lui una pena di 21 anni di reclusione.

Il sangue, però, ha tinto di rosso anche le strade irpine. Decine, purtroppo, sono stati gli incidenti stradali in cui hanno perso la vita centauri ed automobilisti. Tra questi, i due che probabilmente hanno maggiormente colpito sono stati quelli in cui hanno perso la vita un netturbino e un 19enne. Nel primo caso, avvenuto il 7 ottobre, Franco De Napoli, 48enne di Luogosano è morto mentre stava svuotando, con l’ausilio di un mezzo meccanico, alcuni secchi contenenti rifiuti. Il braccio del compattatore nel quale si è inavvertitamente impigliato, infatti, lo ha letteralmente schiacciato. Una morte orribile che ha sconvolto l’Irpina e ha riproposto con forza il tema della sicurezza sul lavoro. Nel secondo caso, del 1 novembre, un giovane ha perso la vita colpito alla testa da un escavatore, azionato inavvertitamente dal cugino coetaneo. Un’altra vita spezzata troppo presto.
Ma quando dell’Irpinia si è parlato in tutta Europa, e non certo per magnificarla, è stato in occasione degli violenti scontri tra black bloc e Forze dell’Ordine avvenuti a Roma lo scorso 15 ottobre. Uno dei simboli della guerriglia che ha sventrato buona parte di Piazza San Giovanni è il mezzo blindato dei carabinieri che va a fuoco, fotografato e pubblicato su tutte le prime pagine del mondo. Ebbene, per qualche settimana, prima del completo proscioglimento da ogni accusa, l’opinione pubblica è stata convinta che ad appiccare l’incendio fosse stato un ragazzo di Ariano Irpino. Leonardo “Chucky” Vecchiolla, intercettato il giorno dopo gli scontri, era stato erroneamente incastrato per uno scambio di battute con un amico.
Tanti i temi e tante le sfide lanciate nel 2011, le stesse che saranno affrontate e, ci scommettiamo, risolte dalle Forze dell’Ordine nell’anno che sta per iniziare. Tutto sommato, comunque, rispetto alle statistiche nazionali, l’Irpinia continua a portare il vessillo di provincia virtuosa sotto il profilo criminale. Un primato che, è ovvio, si cercherà di mantenere anche in futuro.
(di Attilio Alvino)